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Ricongiungimento familiare imposto ad una bimba di 7 anni: interrogazione del vicepresidente di Italia Viva Faraone

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Propone la sospensione ed una successiva modifica del provvedimento di attuazione del trasferimento per non violare il diritto della minore alla continuità affettiva

Si stanno moltiplicando nelle ultime ore gli interventi da parte della politica sulla vicenda della bambina di 7 anni che si sta opponendo con tutte le sue forze al procedimento di ricongiungimento familiare che, di fatto, la allontanerebbe dal nucleo familiare siracusano che per lei è “famiglia” da 4 anni.

Oggi arriva l’interrogazione parlamentare urgente di Davide Faraone, vice presidente nazionale Italia Viva,  rivolta ai Ministri della Giustizia e della Salute.

La bambina, infatti, dovrebbe, secondo quanto disposto dal presidente del tribunale per i minorenni, essere trasferita in una“famiglia ponte” per favorire il ricongiungimento con la madre biologica, rintracciata dopo diversi anni.

“Ho chiesto – riferisce Faraone – in particolare di effettuare tutte le verifiche necessarie per garantire la tutela della minore, anche attraverso una sospensione ed una successiva modifica del provvedimento di attuazione del trasferimento e di valutare le conseguenze di quanto accaduto nei giorni scorsi, giorni in cui la piccola ha dovuto affrontare lo stress dei tentativi di trasferimento a cui ha reagito barricandosi in auto.

Credo – prosegue – che sia fondamentale comprendere se è veramente ammissibile violare il supremo interesse del minore ed il suo diritto alla continuità affettiva con provvedimenti repentini e definitivi.

Il grido di questa bambina, che gli esperti hanno sempre descritto come dotata di intelligenza sottile, non può essere ignorato, così come non può essere ignorato il suo desiderio, del tutto legittimo, indipendentemente dal ricongiungimento con la madre biologica, di mantenere nella sua vita anche coloro che per anni hanno rappresentato il suo unico punto di riferimento affettivo e genitoriale e grazie ai quali ha ritrovato la serenità che la vita le aveva tolto.

Per questo – conclude – ho anche chiesto di adottare iniziative normative o di indirizzo affinché, nei casi di affido prolungato, venga data la giusta attenzione alla stabilità affettiva del minore e al principio di continuità relazionale, limitando e mitigando interventi che possano essere vissuti dai minori come ulteriori distacchi traumatici.”

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