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Appello

Mala movida, esposto collettivo del Comitato Ortigia Resistente al sindaco

movida

Indice puntato contro musica ad alto volume, eventi protratti oltre gli orari consentiti, schiamazzi, disordine, controlli insufficienti e assenza di misure deterrenti

Esposto collettivo con158 firme inviato al sindaco Italia dal Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente per denunciare il dilagare del fenomeno della mala movida nel centro storico e nel quartiere Umbertino, chiedendo un intervento regolamentare finalmente strutturato, stabile ed efficace.

“L’iniziativa – illustra il portavoce, Davide Biondini – nasce da un disagio che da anni, in alcune zone del centro storico, ha superato ogni limite di tollerabilità e che continua progressivamente ad aggravarsi con musica ad alto volume, eventi protratti oltre gli orari consentiti, schiamazzi, disordine, controlli insufficienti e assenza di misure deterrenti.

Non siamo contro il divertimento dei giovani e non siamo contro la movida in sé – precisa il Comitato – siamo invece contro l’arroganza di chi ignora volutamente le regole della convivenza civile e pretende di trasformare il divertimento di pochi nel disagio di molti.

La mala movida – insiste Biondini – non danneggia soltanto i residenti. Le conseguenze ricadono anche sulle strutture ricettive, costrette a fronteggiare lamentele e recensioni negative, sulle attività professionali e commerciali, che operano in un contesto sempre più difficile, e più in generale su tutti coloro che vivono e lavorano in Ortigia e chiedono semplicemente il rispetto delle regole fondamentali del vivere civile”.

Secondo il Comitato “è necessario un cambio di passo” e per questo avanza anche proposte tecniche per rendere più efficienti i controlli, verificare in modo più efficace il rispetto dei limiti di orario e di rumore, e ridurre stabilmente le immissioni sonore che raggiungono abitazioni, strutture ricettive, studi professionali e attività economiche.

L’esposto collettivo – conclude il Comitato – vuole essere un atto di responsabilità civica e insieme un appello chiaro all’amministrazione Italia che deve scegliere se governare il fenomeno o lasciarlo andare”.

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