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la richiesta della società del bar in piazza d'armi

Utilizzo del fossato del Castello Maniace: ok dall’Agenzia del Demanio. Parere negativo di Soprintendenza e Amp Plemmirio

Utilizzo del fossato del Castello Maniace: ok dall'Agenzia del Demanio. Parere negativo di Soprintendenza e Amp Plemmirio

A sollevare il caso è il presidente di Lealtà e Condivisione, Carlo Gardenigo che definisce superficiale la risposta della direzione del Demanio

Scoppia il caso sul parere favorevole alla concessione, da parte dell’Agenzia regionale del Demanio, dell’utilizzo del fossato del Castello Maniace alla stessa società concessionaria del bar in piazza d’Armi.

A renderlo noto è presidente dell’associazione Lealtà e Condivisione.

La richiesta della Senza Confine Srl, è datata 7 giugno del 2021; la risposta favorevole, che Gradenigo ritiene quanto meno “stravagante”, è arrivata con una nota del 15 novembre 2022, riportata testualmente:

“A giudizio dell’Agenzia del Demanio, la richiesta è da accogliere favorevolmente poiché, in questo modo, si riuscirebbe a dare presidio e risalto a un’area attualmente poco enfatizzata.

Il concessionario, infatti, oltre ad utilizzare l’area per propri fini commerciali eserciterebbe sulla stessa le necessarie
operazioni di cura e di manutenzione, anche straordinaria, con il duplice vantaggio per lo Stato di ottenere la corresponsione di un canone di concessione”

Gradenigo, sul tema canone, fa rilevare che quello corrisposto dal privato allo Stato per l’utilizzo esclusivo dell’intera superficie di 5.000 mq di Piazza d’Armi è irrisoria: 1.250 euro al mese, “cifra equiparabile – scrive Gradenigo -all’affitto di un basso da 100 mq in Borgata”.

“Inoltre – recita ancora la nota del Demanio – la concessione dell’area alla Società Senza Confine già titolare del contratto di concessione, consentirebbe di limitare l’ingresso e la permanenza di altri soggetti all’interno dell’area nonché di ridurre il numero di quelli che devono interloquire per il coordinamento delle attività da svolgersi
nell’intera area demaniale”.

“Sorprende inoltre – insiste Gradenigo – l’accondiscendenza con la quale, dietro semplice richiesta scritta, si estende una concessione già oggetto di mille polemiche con riferimento sia al bando che all’opportunità di sfruttamento di un bene simbolo della città di Siracusa.

Dello stesso avviso – riferiusce il presidente di L&C – risultano essere anche Soprintendenza e Amp Plemmirio che interpellate sul tema hanno rilasciato, ben motivandolo, il proprio parere negativo, del quale si spera – conclude -l’agenzia del Demanio vorrà tenere conto, ritirando e rigettando la richiesta della società”.

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