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Siracusa greco-romana: siti e storie

Siracusa greco-romana: siti e storie

Il meridione italiano costituisce, in tutta la sua estensione, una delle mete turistiche per eccellenza del Paese

l meridione italiano costituisce, in tutta la sua estensione, una delle mete turistiche per eccellenza del Paese. Naturalmente le attrazioni principali sono quelle estive, con mari e spiagge che, dovunque, offrono scorci senza eguali del Mediterraneo.

Eppure non è il solo tipo di turismo che il sud Italia è in grado di offrire: fra i vari tipi di percorsi turistici che si possono trovare, un ruolo di spicco spetta al turismo archeologico.

La Sicilia non fa eccezione, e Siracusa ne è una prova eccellente: si tratta di una città che ha avuto un ruolo di primissimo piano nell’antichità, e il suo panorama archeologico prima greco e poi romano è uno dei più ricchi. Una visita non può assolutamente prescindere dai resti di luoghi e monumenti legati al passato greco-romano del territorio.

Siracusa greco-romana: siti e storieLe origini di Siracusa, come comunemente intese, sono elleniche: nonostante la presenza umana sul territorio sia riconducibile a un periodo ben più risalente, quando sul territorio erano stanziate popolazioni autoctone, il centro urbano venne fondato da coloni di Corinto sull’isola di Ortigia, che divenne il primo nucleo urbanizzato della colonia di Syrakousai. Il nome stesso della colonia deriverebbe, secondo le ricostruzioni più attendibili, alla lingua dei primi abitanti della zona: il termine siculo Syraka infatti, seppur di analisi incerta, parrebbe connesso all’acqua, che nella zona dell’insediamento abbondava grazie a fiumi e sorgenti spontanee. La Siracusa greca, ad ogni modo, si ritagliò presto un ruolo di primo piano nello scenario politico della regione.

Ancora oggi uno dei siti più affascinanti è quello del duomo cittadino, che si trova appunto nei confini del nucleo originario della città. Il duomo di Siracusa, infatti, sorge su quello che era in origine un tempio dorico dedicato al culto di Atena, a sua volta costruito su preesistenti luoghi di culto, a testimonianza della centralità della zona per la vita religiosa delle popolazioni succedutesi.

L’aspetto del duomo è reso inconfondibile da una caratteristica unica: le colonne del tempio di Atena, infatti, sono state inglobate nella costruzione dell’edificio cristiano, e fanno ancora oggi bella mostra di sé nei muri principali della struttura.

Altro luogo di estremo interesse è il teatro, situato nel Parco Archeologico della Neapolis. Si tratta di uno dei teatri greci più grandi mai trovati, scavato direttamente nella pendenza del retrostante colle Temenite per sfruttare al massimo l’acustica naturale, un accorgimento tipico di questo tipo di edilizia e che continua ancora oggi a rendere il teatro un posto unico.

L’ascesa di Siracusa venne bruscamente interrotta con l’affacciarsi nel Mediterraneo della futura potenza egemone romana. Nel III secolo a.C. la città rivestiva ancora un’importanza non trascurabile e, durante la contrapposizione tra Roma e Cartagine, gravitava nell’orbita della seconda: fu il motivo per il quale Roma procedette alla conquista della città, riuscita nel 212 a.C. e solo con grandi difficoltà. Siracusa divenne quindi una città romana, pur mantenendo riflessi della precedente importanza: venne resa capitale della provincia di Sicilia, e qui erano alloggiati i funzionari romani preposti all’amministrazione di quest’ultima.

Pur in misura minore rispetto a quelle greche, esistono molte testimonianze anche del passato romano della città come i resti dell’arco augusteo, le cisterne e soprattutto il foro, situato nello spiazzo occupato dalla precedente agorà. Come in ogni centro cittadino di una certa importanza, è facile immaginare le strutture della vita quotidiana come le tabernae lusoriae, luoghi dediti a passatempi che, nella loro versione online, ancora oggi sono eccezionalmente popolari, le botteghe e gli edifici pubblici tipici della vita quotidiana romana, fra i quali il ginnasio romano.

Si tratta di un complesso comprendente spazi come un piccolo teatro e un tempio che è stato, di conseguenza, identificato come un ginnasio, sebbene oggi si ritenga più probabile fosse un’area di culto dedicata a divinità orientali. L’edificio più rappresentativo è però senza dubbio l’anfiteatro romano di Siracusa, struttura presente nella maggior parte delle città più importanti.

Verosimilmente eretto in periodo imperiale, considerando che non se ne fa menzione nelle descrizioni più risalenti della città, è situato a poca distanza dal teatro greco e sfrutta alcuni dei medesimi accorgimenti: la parte più bassa della struttura è infatti scavata nella roccia, sfruttando anche in questo caso le pendenze naturali. La presenza di cisterne a breve distanza fa immaginare che, come in altri casi, l’anfiteatro potesse ospitare anche rappresentazioni di battaglie navali.

Infine, merita una menzione a parte il Museo Paolo Orsi. Si tratta di uno fra i maggiori musei archeologici in Europa: accoglie principalmente i reperti trovati nei siti archeologici di Siracusa, delle sue colonie e di altre città siciliane, tutti riferibili all’arco di tempo in cui la città ha rappresentato una delle potenze più importanti del Mediterraneo.

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