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Sanzioni spropositate per l’abbandono di rifiuti. Ricorsi accolti e Comune condannato a pagare le spese legali

Sanzioni spropositate per l'abbandono di rifiuti. Ricorsi accolti e Comune condannato a pagare le spese legali

Paolo Cavallaro e Angelo Lantieri del Circolo Aretusa denunciano uno spreco di risorse pubbliche

Il Circolo Aretusa di Fratelli d’Italia Siracusa torna a “pizzicare” l’amministrazione comunale sul fronte delle sanzioni elevate per reati ambientali, dopo la determina che impegna 28.000 euro per far fronte alle spese legali attribuite al Comune dopo aver perso i ricorsi presentati dai cittadini.

“Nella determina a firma del dirigente, Enzo Miccoli – scrivono Paolo Cavallaro e Angelo Lantieri – è scritto che sono 72000 i verbali in violazione del Codice della strada e circa 200 quelli in violazione alle norme ambientali, con i relativi ricorsi presentati dai cittadini dinanzi il Giudice di Pace ed il Tribunale, di cui alcuni conclusi nel 2021 ed altri che lo saranno probabilmente nel 2022, molti dei quali accolti con annullamento dei verbali e condanna alle spese del Comune.

Non c’è dubbio – aggiungono – che si tratti di uno spreco di risorse pubbliche determinate dall’errore di valutazione della Pubblica Amministrazione che ha voluto sanzionare i cittadini con multe spropositate.

L’obiettivo di avere una città pulita – precisano -si raggiunge anche attraverso la repressione delle condotte illecite ed inurbane, che ovviamente ci trova d’accordo, ma è altrettanto vero che le impugnazioni sono state assai elevate in considerazione degli importi spropositati delle sanzioni di euro 600, non congrue rispetto alla gravità delle condotte.

Condotte inaccettabili quelle dei cittadini – concludono – ma in un contesto di raccolta non adeguatamente organizzata, soprattutto all’epoca dell’elevazione delle sanzioni, e di una debole lotta all’evasione della Tari, che determina un costo pro capite elevato e la presenza sul territorio di discariche certamente alimentate anche da coloro che non risultano censiti al servizio”.

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