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Piena agibilità per il Teatro Comunale di Siracusa: arriva l’ok dalla Commissione vigilanza

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A darne notizia con soddisfazione è è l’assessore alla Cultura, Fabio Granata

La Commissione Vigilanza sui pubblici spettacoli ha approvato la piena agibilità del Teatro Comunale di Siracusa.

Già oggi è stato inviato l’incartamento alla Questura cui spetta l’ultimo passaggio formale, cioè il rilascio della licenza di esercizio che avverrà nelle prossime ore.

L’agibilità è stata concessa per i 404 posti contenuti nella platea e nei palchetti.

A darne notizia è l’assessore alla Cultura, Fabio Granata: “Dopo i complessi lavori portati avanti in perfetta collaborazione tra l’Amministrazione di Siracusa e il nuovo Gestore “Teatro della Città” di Orazio e Giorgia Maria Torrisi, insieme a Vittorio e Corrado Genovese.

Esprimo grande soddisfazione insieme al Sindaco Francesco Italia – aggiunge – che, nel corso degli anni e in diversi ruoli istituzionali, e’stato con me tra i principali protagonisti prima della ricostruzione e ristrutturazione e dopo della riapertura e delle prime attività.

Si apre la strada – prosegue – a una ulteriore e grande offerta culturale per la nostra città”.

La costruzione del Teatro Comunale risale al 1872 ad opera dell’ingegnere militare Antonio Breda, al quale si sono succeduti l’ingegnere Giambattista Basile e l’architetto Giuseppe Damiani D’Almeyda, autore del Politeama di Palermo.

L’edificio occupa gli spazi che furono della chiesa e del monastero dell’Annunziata e del palazzo del principe della Cattolica.

I materiali utilizzati per la costruzione furono gli stessi provenienti dall’abbattimento degli edifici sacri.

I dipinti furono realizzati da Gustavo Mancinelli che è anche l’autore della volta centrale, dal titolo “Dafne in un bosco popolato di ninfe”.

Le decorazioni in gesso sono opera di Rocco Enea e Giuseppe Lentini. I fregi in legno e cartapesta sono di Giuseppe Nicolini.

Il Teatro venne inaugurato nella primavera del 1897, con la rappresentazione della “Gioconda” di Ponchielli e del “Faust” di Gounod.

L’attività è durata circa sessant’anni. Fu chiuso per restauri nel 1957, dopo la rappresentazione de “Il Trovatore” di Verdi, de “La Boheme” di Puccini, de “La Cavalleria Rusticana” di Mascagni e de “I Pagliacci” di Leoncavallo.

Fu poi utilizzato fino al 1962 per spettacoli di prosa.

 

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