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Patto per Siracusa e ricandidatura di Italia, Lealtà e Condivisione: “Partiti fondamentali, in loro assenza poche speranze di spuntarla”

Patto per Siracusa e ricandidatura di Italia, Lealtà e Condivisione: "Partiti fondamentali, in loro assenza poche speranze di spuntarla"

Il presidente Ezio Guglielmo ritiene fondamentale mobilitare l’elettorato progressista evitando di “rinchiudersi nel fortino autoreferenziale di palazzo Vermexio”

Non è di facile soluzione il percorso da intraprendere per la riconferma dell’attuale amministrazione, targata Francesco Italia, a Palazzo Vermexio. E il Patto per la città rilanciato dall’assessore Fabio Granata trova chi all’interno dell’attuale maggioranza storce il naso: è Lealtà e Condivisione che in una nota a firma del presidente Ezio Guglielmo mette i cosiddetti “puntini sulle i”.

Guglielmo ricorda che già nell’incontro del 19 agosto, aveva specificato che “prima di parlare di supportare la ricandidatura di Italia nel 2023, bisogna considerare la priorità di mettere in piedi un ampio schieramento in grado di costituire una alternativa credibile al centrodestra. Che necessariamente non avrebbe potuto prescindere dal Pd, con il quale, anche per questo motivo, si auspicava che l’amministrazione comunale mantenesse aperto un canale di dialogo”.

L’ulteriore passo in avanti di Granata che prefigura nuovo Patto per la città da contrapporre ad un centrosinistra allargato ai 5stelle ed il centrodestra cittadino mette in allarme Guglielmo: “La coalizione marcatamente civica denominata Patto per la città avrebbe sicuramente, sul piano amministrativo, più di un argomento da spendere in suo favore, ma sul piano politico avrebbe ben poche speranze di spuntarla, perché – spiega – la buona amministrazione si traduce in consensi duraturi anche grazie alla intermediazione operosa dei corpi intermedi, di cui i partiti sono parte fondamentale”.

A conferma della sua tesi sul Patto Guglielmo afferma che “Tutti sanno che la vittoria di Italia al ballottaggio fu determinata dalla tenuta dell’elettorato di riferimento delle liste presentatesi distintamente nella prima fase a fronte di un cedimento clamoroso di uno schieramento di centrodestra che aveva sfiorato la vittoria al primo turno e conseguito il pieno controllo del Consiglio comunale.
E tuttavia la coalizione vincente sulla carta contava su un massimo di consensi che non superava il 40% dei voti espressi.

Nel corso di questi primi tre anni – aggiunge – quella coalizione è in parte venuta meno e, conseguentemente, anche la base di consenso elettorale è andata erodendosi, indebolendo oggettivamente la capacità di governo della stessa amministrazione comunale.
E’ inoltre, cresciuto il potenziale politico dell’opposizione – prosegue – se non altro per la crescita vertiginosa di due schieramenti, Lega e FdI, irrilevanti nel 2018”.

Da qui secondo Guglielmo la necessità di andare oltre il Patto e di “una riflessione più rigorosa riguardo alla difficoltà evidente, allo stato, di produrre un’offerta politica in grado di mobilitare l’elettorato progressista. E’ un problema che riguarda tutti – sottolinea – e non solo le forze politiche che sorreggono la giunta Italia e che legittimamente coltivano l’ambizione di dare continuità alla attuale esperienza amministrativa. Ma che commetterebbero un errore imperdonabile se pensassero di rinchiudersi nel fortino autoreferenziale di palazzo Vermexio. I due anni scarsi che ci separano dalle prossime amministrative – conclude -sembrano tanti, ma in realtà sono appena sufficienti per provare a costruire una prospettiva comune attrattiva e competitiva”.

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