In poche ore è stato attivato il sistema di videosorveglianza, è stato organizzato un sistema di vililanza ed è arrivato in dono un sistema di allarme
Quando una comunità cittadina si muove, ognuno per la sua parte, accade quello che è successo ieri a tutela del Verga-Martoglio, scuola di frontiera in un territorio in cui un istituto scolastico non ha solo una funzione didattica ma è, a pieno titolo, un predisio di legalità. Un luogo in cui ogni azione per gli alunni vale doppio se non addirittura triplo.
Questa mattina riprendono le lezioni e ieri sera, sul tardi, la preside, Clelia Celisi, alla fine, è tornata a casa a dormire.
La sua reazione al terzo raid vandalico è stata talmente forte, talmente di pancia e fuori dai formalismi che ha scatenato una mobilitazione di cuore da perte di genitori, docenti, collaboratori scolastici, istituzioni e imprese.
A fine giornata la dirigente ha espresso sui social ringraziamenti per tutti: “Per le famiglie, soprattutto le meravigliose mamme che stamattina sono venute a scuola con lo sgrassatore e i guanti nella borsa, che hanno lasciato a casa i loro figli e hanno compiuto il miracolo, ai collaboratori scolastici, che hanno lavorato come muli, ai docenti, che al di fuori del loro orario di lavoro si sono precipitati a dare una mano.
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