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Mobilitazione cittadina per il Verga-Martoglio dopo i 3 raid vandalici

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In poche ore è stato attivato il sistema di videosorveglianza, è stato organizzato un sistema di vililanza ed è arrivato in dono un sistema di allarme

Quando una comunità cittadina si muove, ognuno per la sua parte, accade quello che è successo ieri a tutela del Verga-Martoglio, scuola di frontiera in un territorio in cui un istituto scolastico non ha solo una funzione didattica ma è, a pieno titolo, un predisio di legalità. Un luogo in cui ogni azione per gli alunni vale doppio se non addirittura triplo.

Questa mattina riprendono le lezioni e ieri sera, sul tardi, la preside, Clelia Celisi, alla fine, è tornata a casa a dormire.

La sua reazione al terzo raid vandalico è stata talmente forte, talmente di pancia e fuori dai formalismi che ha scatenato una mobilitazione di cuore da perte di genitori, docenti, collaboratori scolastici, istituzioni e imprese.

Mobilitazione cittadina per il Verga-Martoglio dopo i 3 raid vandaliciA fine giornata la dirigente ha espresso sui social ringraziamenti per tutti: “Per le famiglie, soprattutto le meravigliose mamme che stamattina sono venute a scuola con lo sgrassatore e i guanti nella borsa, che hanno lasciato a casa i loro figli e hanno compiuto il miracolo, ai collaboratori scolastici, che hanno lavorato come muli, ai docenti, che al di fuori del loro orario di lavoro si sono precipitati a dare una mano.

Grazie al Questore Roberto Pellicone che ha in tempo reale organizzato un piano di vigilanza.
Grazie alla dirigente dell’Ufficio scolastico Provinciale, Giliberto, che mi ha dato un prezioso supporto.
Grazie all’assessore Bandiera e al capo di gabinetto Gibilisco: ora la scuola ha un impianto di videosorveglianza operativo.
Grazie alla Securitas che ha fatto dono alla scuola di un nuovo impianto di allarme”.

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