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Detassazione delle Mance 2023

di dott.ssa Carola Geniale
Detassazione delle Mance 2023

L’eclatante novità, proposta dal governo Meloni e contenuta nella Manovra Fiscale 2023, tenta di raggiungere l’obiettivo colpendo un tema attrattivo e conveniente del settore in oggetto, vale a dire le tanto auspicate mance, prospettando una riduzione delle imposte normalmente calcolate sulle mance stesse. 

La mancanza di personale nel settore ricettivo è un problema ormai noto, che grava le già difficili condizioni degli imprenditori.

La proposta della ministra del Turismo Daniela Santaché è volta proprio nel cercare delle soluzioni utili, al fine di arginare il problema.

L’eclatante novità, proposta dal governo Meloni e contenuta nella Manovra Fiscale 2023, tenta di raggiungere l’obiettivo colpendo un tema attrattivo e conveniente del settore in oggetto, vale a dire le tanto auspicate mance, prospettando una riduzione delle imposte normalmente calcolate sulle mance stesse.

Attualmente la regola prevede che tutte le mance corrisposte al lavoratori nel settore della ristorazione, e in settori analoghi, siano tassate in base alle aliquote Irpef, vale a dire trattare tali somme allo stesso modo rispetto al normale stipendio erogato mensilmente.

Le cose cambiano, in quanto, a partire dal 1° gennaio 2023, le mance saranno soggette a una tassazione ridotta al 5%.

E’ utile precisare che il regime di tassazione separato può essere applicato rispettando le seguenti condizioni:

·       Entro il limite del 25% del reddito percepito nell’anno precedente, per le relative prestazioni di lavoro;

·       È rivolto ai lavoratori del settore privato titolari di reddito di lavoro dipendente, non superiore a 50.000 euro nell’anno precedente;

·       Salva espressa rinuncia scritta del prestatore di lavoro.

Secondo le intenzioni del governo, applicare una tassazione separata e inferiore garantirebbe una maggiore trasparenza e chiarezza a proposito di queste somme di denaro.

Si tratta, tuttavia, di una tematica spinosa, in particolar modo pensando al contesto legislativo italiano. Pertanto, risultano essere ancora numerosi i punti di domanda aperti, per i quali lo stesso comparto della ristorazione chiede maggiore chiarezza.

 

Fonte: Fisco e Tasse –  Ordine ei Consulenti del Lavoro

Dott.ssa Carola Geniale – Studio Geniale

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