Nuova interrogazione parlamentare urgente al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti
Nuova interrogazione parlamentare urgente al Presidente del Consiglio e ai Ministri competenti da parte del senatore Antonio Nicita riguardo la cessione della raffineria Isab a Ludoil.
Nell’atto viene chiesta la revisione integrale del Golden Power che ricalibri sostanzialmente le prescrizioni alla luce di quanto emerso nel triennio 2023-2026, la piena trasparenza sul valore economico complessivo dell’operazione, sulle modalità di finanziamento, sui soggetti finanziari e industriali coinvolti direttamente o indirettamente, sull’esistenza di eventuali garanzie pubbliche o supporti statali, e sui patti parasociali che disciplinano i rapporti tra Ludoil e GOI Energy nel periodo di co-governance al 51%/49%;
Viene sollecitato un obbligo di servizio pubblico o strumento regolatorio equivalente che imponga una quota minima di raffinato destinata al mercato nazionale e, in particolare, al mercato siciliano e meridionale
Viene chiesta la piena disclosure dei contratti di supply, offtake e finanziamento in essere tra ISAB e Trafigura perché il vincolo formale del Golden Power non venga svuotato per via contrattuale, lasciando l’infrastruttura strategica esposta a dinamiche geopolitiche e di mercato globale al di fuori del controllo pubblico; un rendiconto pubblico sull’attuazione delle prescrizioni Golden Power 2023 (cessione Lukoil–GOI Energy) e una verifica formale sulla compatibilità delle operazioni commerciali tracciate da Report e Greenpeace con le prescrizioni stesse e con il diritto internazionale, in coordinamento con le competenti autorità di vigilanza;
Sollecitate la presentazione formale di un piano industriale — al Governo, al Parlamento e ai tavoli sindacali — con cronoprogramma quinquennale e decennale, obiettivi produttivi misurabili, investimenti dedicati e ruolo della raffinazione tradizionale nella fase di transizione; garanzie occupazionali estese all’indotto e alle imprese appaltatrici.
Attenzione anche per impegni vincolanti su sicurezza, manutenzione straordinaria e prevenzione del rischio industriale e per la bonifica del SIN di Priolo, mai completata e l’inserimento dell’operazione in una strategia industriale strutturata per il polo di Priolo–Augusta–Melilli, anche attraverso lo strumento delle Zone Industriali di interesse Strategico nazionale oltre al coinvolgimento strutturato del territorio — Regione Siciliana, Città Metropolitana, Comuni di Priolo, Augusta, Melilli, Siracusa — nella definizione del percorso di transizione, e il riconoscimento di compensazioni territoriali strutturali.
«Quello che colpisce, davanti a un dossier di questa portata, è che il Governo e i parlamentari di maggioranza continuano a limitarsi a commentare operazioni private — esultando per il “ritorno italiano” o annunciando “svolte” a ogni cambio di proprietà — mentre ciò che manca –evidenzia Nicita – è la voce del Governo e della maggioranza sulla politica industriale: decidere prima quale ruolo deve avere la raffinazione italiana nella transizione energetica europea; quale quota della produzione deve restare al mercato interno; quali strumenti devono accompagnare gli asset strategici; come si finanzia la riconversione bioraffineria del distretto di Priolo.
L’operazione può rappresentare un’opportunità importante per il consolidamento e la riconversione del polo industriale di Priolo – conclude Ncita – solo se sarà accompagnata prima di ogni cosa da piena trasparenza sulla struttura proprietaria e finanziaria, dal chiarimento del ruolo effettivo di Trafigura, da investimenti misurabili e dalla presentazione al territorio di un piano industriale credibile e verificabile.”.
© E' VIETATA LA RIPRODUZIONE - TUTTI I DIRITTI RISERVATI

















