Anche oggi, così come sabato e ieri, la piccola si è rifiutata di scendere dall’auto: rinviata l’esecuzione del provvedimento
A vuoto, questa mattina, amche il terzo tentativo di allontanare la bambina di 7 anni dalla famiglia affidataria siracusana per ottemperare al ricongiungimento gradiuale con la madre naturale imposto dal Tribunale per i minorenni.
La bambina, arrivata nel parco esterno della sede dei Servizi sociali del Comune di Siracusa, si è rifiutata fermamente di scendere dall’auto. Lo stesso aveva fatto sabato scorso nello stesso luogo dove era docuta rimanere per ben 10 ore, e anche ieri, davanti la sede della Questura aretusea.
Gli operatori dei Servizi sociali, della Neuropsichiatria Infantile e le forze dell’ordine questa mattina hanno, alla fine, concordato sulla inopportunità di utilizzare la forza fisica su una minore di 7 anni per eseguire il provvedimento che, pertanto, è stato differito a data da destinarsi.
Ai genitori affidatari è stato concesso di riportare provvisoriamente la bimba a casa in attesa di ulteriori determinazioni.
Gli operatori riferiranno sul terzo fallimento dell’operazione al Tribunale.
L’opposizione della piccola ad adeguarsi a quanto ordinato dal giudice è ogni giorno più forte: con tutte le sue forze si rifiuta di parlare con gli operatori e ripete a gran voce che vuole restare dove è stata negli ultimi 4 anni, dove vivono coloro che lei considera mamma e papà.
Allo stress psicologico accumulato negli ultimi giorni dalla bambina, va ad aggiungersi anche l’impossibilità di poterle somministrare un’iniezione necessaria per la terapia cui è sottoposta da qualche tempo e che avrebbe dovuto essere stata fatta nella giornata di ieri.
Foto generata da AI
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