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3 amggio 2026

Festa del Patrocinio di Santa Lucia, Lomanto: “Servono cuori disponibili e mani operose per costruire il bene comune”

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La processione, il discorso dal balcone dell’arcivescovo Lomanto e il lancio dei colombi

Una piazza Duomo stracolma di fedeli ha accolto con un lungo applauso alle 12 l’uscita del Simulacro e delle Reliquie di Santa Lucia in occasione della festa del Patrocinio, una festa tutta siracusana che rievoca il miracolo con cui nel 1646 la Santa Patrona salvò dalla carestia la sua gente, facendo arrivare al porto navi cariche di grano.

Al momento dell’arrivo sul sagrato la sorpresa annunciata dalla Deputazione un tripudio di ‘nzareddi colorati di rosso e verde che ha sorpreso piacevolmente e non poco i fedeli presenti.

Una festa dedicata quest’anno ad un tema, quanto mai attuale, come quello della pace.

Su questo tema ha espresso parole accorate sia il vescovo di Noto, mons. Salvatore Rumeo nel corso della sua omelia, che l’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto che ha presieduto la solenne concelebrazione.

Entrambi hanno poi invitato tutti seguire l’esempio di Lucia per costruire il bene comunee far regnare ovunque la pace invece di impiegare energie  risorse per cambattere.

Ad accompagnare il simulacro, portato a spalla dai berretti verdi, dalla Cattedrale alla chiesa di Santa Lucia alla Badia, il grido tradizionale “Sarausana jè” che è un vero e proprio atto di fede.

Il simulacro è stato portato fino al centro della piazza per il discorso dal balcone da parte dell’arcivescovo Francesco Lomanto.

Sono state parole forti quelle cha ha pronunciato il presule della Chiesa siracusana che prendendo spunto dal gesto estremo messo in atto da un 19enne siracusano, ha richiamato l’intera comunità: “Ciò che accade – ha detto – è responsabilità di tutti. I silenzi sono grida d’aiuto che non riusciamo ad ascoltare perché siamo distratti da altro”.

Poi l’atto si accusa verso i social: “Sono sabbie mobili che ci rendono schiavi di invenzioni che affsconano la mente ma svutoano il cuore e portano all’isolamento.

Il disagio giovanile – ha detto ancora – ci addolora. Bisogna invertire la rotta e dar vita ad un’autentica solidarietà, reagendo al disinteresse per il bene comune.

Bisogna affrontare insieme le difficoltà per non scoraggiarci ed essere l’uno responsabile dell’altro.”

In chiusura l’affidamento della comunità siracusana alla Santa Patrona.

Prima dell’arrivo nella chiesa di Santa Lucia alla Badia, all’altezza dei giardini dell’arcivescovado, il lancio dei colombi, circa 650, della Società Colombofila siracusana Dionisio.

 

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