Nel messaggio del ministro Giuli l’apprezzamento per l’Inda per progettualità e capacità operative e per le collaborazioni con altre istituzioni culturali
La Fondazione Inda ha presentato oggi, nella Sala Spadolini del Ministero della Cultura, la 61. Stagione di rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa.
In apertura Valentina Gemignani, capo di gabinetto del Ministero della Cultura che ha dato lettura del messaggio del Ministro Alessandro Giuli, bloccato altrove da impegni istituzionali.
Il ministro ha evidenziato la centralità dell’Inda per progettualità e capacità operative che la rendono unica, anche per le collaborazioni messe in campo con altre istituzioni culturali.
“L’Inda – ha detto Giuli in chiusura – ha il compito di custodire, tramandare e far rivivere un elemento essenziale della nostra tradizione, vale a dire del nostro avvenire”.
Poi è intervenuto il presidente della Fondazione Inda Francesco Italia, il consigliere delegato Marina Valensise, il sovrintendente Daniele Pitteri e i 4 registi: Filippo Dini, Robert Carsen, Alex Ollé e Giuliano Peparini.
Al presidente della Fondazione, Italia, è toccato sottolinare il successo della scorsa edizione: oltre 175mila spettatori nel 2025 e il primato che vede per la prima volta avviare il ciclo ad aprile con una versione dell’Iliade destinata agli studenti.
Poi l’anticipazione che quest’anno la traduzionedei testi sarà effettuata anche in cinese.
La consigliera del CdA, Marina Valensise ha presentato le tre tragedie, Alcesti di Euripide diretta da Filippo Dini al debutto l’8 maggio, l’Antigone di Soflocle diretto da Robert Carsen in scena dal 9 maggio in alternanza fino ai primi di giugno con l’Alcesti e I Persiani di Eschilo diretta da Alex Ollé in scena dai primi di giugno. A seguire L‘Iliade di Peparini.
Il sovrintendente Daniele Pitteri ha presentato i cast e ciascun regista ha poi illustrato il proprio lavoro.
Filippo Dini ha detto che “Alcesti è un percorso di amore e orrore che ci insegna a vivere l’amore in modo più profondo”. Sul Teatro Greco ha aggiunto: “E’ un luogo che ha a che fare con il sacro e affascina per il suo lato spirituale”.
Con Antigone Robert Carsen chiude il ciclo tebano iniziato nel 2022. “Il mondo è distrutto dalla guerra civile e la messa in scena al Taetro Greco chiede al pubblico di riflettere”.
Alex Ollé, regista de I Persiani ha dichiarato che quest’opera “non si vuole cambiare il senso del dramma ma si vuole renderlo più vicino al pubblico di oggi”. Ha poi anticipato alcune soluzioni sceniche come la presenza di un grande tavolo e di un grande schermo.
Giuliano Peparini, con la sua Iliade, è alla quarta volta al Teatro Greco di Siracusa. La prima versione, quella di aprile, dedicata ai giovani, con interpreti gli ex allievi dell’Inda.
L’anno scorso in scena tre repliche con la presenza di oltre 100 giovani sul palco sia della Peparini Academy e dell’Accademia dell’Inda, oltre ai protagonisti Sartori e Marchioni.
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