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Trenitalia “taglia” Siracusa, Confcommercio insorge

Trenitalia "taglia" Siracusa, Confcommercio insorge

Il percorso della nuova rete ferroviaria non include la provincia aretusea “nel silenzio della politica”

L’esclusione di Siracusa dal percorso Frecciabianca fa tuonare il presidente provinciale di Confcommercio. “Tutto ciò è esplicativo del disinteresse di Trenitalia verso il territorio aretuseo. E la politica continua ad essere assente”. Piscitello rimarca come si parli di programmazione di eventi, di marketing territoriale, di sviluppo turistico “e poi, alla fine, le azioni concrete sono organizzate tenendo fuori Siracusa nell’apparente totale indifferenza di gran parte della classe politica, che troppo spesso sembra occuparsi di fatti che non incidono realmente sulla vita dei cittadini, tanto meno delle aziende”.

“E’ un modello di sviluppo che non possiamo accettare – continua il presidente di Confcommercio – La stazione di Siracusa fu costruita come stazione terminale della linea jonica, Messina, Catania, Siracusa e da allora è sempre stata, insieme a Palermo, la stazione terminale dei treni a lunga percorrenza in arrivo e in partenza dalla Sicilia. Purtroppo, negli ultimi anni, nel sostanziale assordante silenzio di chi dovrebbe difendere e promuovere gli interessi del nostro territorio, la stazione è stata sempre più depotenziata fino ad arrivare allodierna inaccettabile scelta di declassarla di fatto in una stazione secondaria, rendendo Siracusa sempre più isolata dal resto del Paese.

Piscitello rincara la dose puntando sulla qualità del servizio ferroviario che riguarda il territorio, rilevando come mentre nel resto d’Italia si parli di alta velocità, i treni a lunga percorrenza che collegano la provincia impieghino ancora molte ore.

Ancora peggio se si vuole andare a Palermo: il viaggio dura 4 ore e 38 minuti, rileva ancora Confcommercio. “Tutto ciò rappresenta un grave danno per il nostro territorio, tenuto anche conto che nella nostra provincia il comparto turistico rappresenta sempre più una parte rilevante del Pil complessivo e che nel settore ricettivo alberghiero, attualmente, vi sono circa 13mila posti letto, ovvero quasi il 10 per cento dell’intera offerta siciliana. Accettare silenti le scelte di progressiva marginalizzazione dal traffico ferroviario nazionale, mobilità green per eccellenza, rappresenterebbe, pertanto, una grave e inescusabile negligenza dellintera classe dirigente siracusana”.

Il presidente di Confcommercio Siracusa chiede pertanto alla deputazione nazionale e regionale, ai sindaci, ai rappresentanti dei partiti politici del territorio, a tutte le associazioni di categoria datoriali e dei lavoratori “di mobilitarsi per obbligare Trenitalia e il Governo – regionale e nazionale – a ridiscutere gli obiettivi di sviluppo della mobilità ferroviaria nella regione, restituendo a Siracusa il ruolo di stazione terminale di rilievo nazionale. A tal fine, nei prossimi giorni convocheremo un tavolo di confronto con i deputati nazionali e regionali e con le associazioni di categoria per organizzare eventuali iniziative comuni”.

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