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la presentazione

Termovalorizzatori, ecco i progetti definitivi. Inaugurazione dei 2 impianti entro il 2028

termovalorizzatori

Avranno le emissioni più basse di Europa e contribuiranno alla riduzione della Tari

Emissioni tra le più basse in Europa, produzione di energia dallo smaltimento dei rifiuti pari al fabbisogno di 174 mila famiglie, superamento del sistema delle discariche e risparmio concreto per Comuni e famiglie sul pagamento della Tari.

Sono questi i quattro pilastri sui quali poggia la realizzazione dei due nuovi termovalorizzatori di Palermo e di Catania, impianti di ultima generazione, che daranno alla Sicilia un forte impulso nella gestione virtuosa e sostenibile dei rifiuti e che, sul piano tecnologico, si collocano all’avanguardia nel panorama europeo, superando per efficienza e innovazione di strutture di riferimento come il termovalorizzatore di Copenaghen o, per restare in ambito nazionale, quelli di Bolzano e di Roma.

I due progetti definitivi sono stati presentati stamattina nel corso di un incontro a Palazzo d’Orléans, a Palermo, dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, insieme al Responsabile unico del procedimento, Salvo Cocina, all’ex ministro dell’Ambiente e consulente del presidente in tema di gestione dei rifiuti, Corrado Clini, ai due ingegneri della squadra che ha curato il progetto, Marco Cremonesi della società Crew (Fsi) e Francesco Martino della Martino e associati, e all’architetto Claudio Turrini, anche lui di Crew.

“Oggi – ha detto il presidente Schifani – tagliamo il traguardo di una tappa strategica nel percorso per la realizzazione di due termovalorizzatori che segneranno una svolta storica nella gestione dei rifiuti in Sicilia.

Presentiamo i due progetti definitivi degli impianti di Palermo e di Catania sui quali abbiamo puntato molto, chiedendo al governo nazionale di nominarci commissari straordinari per la loro realizzazione, in un momento in cui la Sicilia non aveva neppure il Piano rifiuti, che è lo strumento di base.

Per un anno abbiamo lavorato assiduamente e ottenuto il via libera dalla Commissione europea, abbiamo portato avanti le procedure con il supporto di Invitalia e affidandoci al controllo dell’Anac. Adesso abbiamo le carte in regola e possiamo andare avanti con il nostro cronoprogramma: prevediamo di affidare i lavori nella primavera del 2027 e di inaugurare i due impianti entro il 2028“.

“Oltre a una gestione sostenibile dei rifiuti e quindi a un superamento del sistema delle discariche  – ha aggiunto il presidente – l’esito finale al quale guardiamo è arrivare alla riduzione della Tari, dunque un vantaggio diretto per i cittadini che, oltre ad avere città più pulite, andranno anche a risparmiare.

Anche noi abbiamo avuto le nostre difficoltà, con i ricorsi presentati al Tar, magari perché qualcuno che lavora nel settore si vede limitato nella propria attività. Ma noi andiamo avanti e abbiamo raggiunto un punto di non ritorno. “.

Sugli aspetti tecnici si sono soffermati i progettisti. “Si tratta di due impianti all’avanguardia da un punto vista tecnologico – ha spiegato Cremonesi – con una capacità di smaltimento pari a 600 mila tonnellate e dai quali si produrrà energia elettrica pari al fabbisogno di 174 mila famiglie. È importante sottolineare anche che saranno ammesse alla valorizzazione energetica esclusivamente frazioni non riciclabili“.

“I due impianti, da un punto di vista dell’impatto ambientale – ha aggiunto Martino – sono tra i migliori al mondo e più efficienti di quelli di Copenaghen, punto di riferimento del settore, e di Bolzano, considerato tra i più performanti, ma anche meglio di quello in costruzione a Roma.

I termovalorizzatori emetteranno il 96% in meno di diossine rispetto all’impianto danese e il 97% in meno rispetto a quello altoatesino. Per dare un’idea, quello di Bolzano emette in nove giorni le diossine che i due siciliani emetteranno in un anno. Non solo, anche sul fronte del consumo idrico gli impianti siciliani non hanno eguali al mondo perché l’intero fabbisogno è coperto da fonti di recupero e ricircolo, non ci sarà alcun prelievo dalle fonti naturali”.

Infine, l’architetto Turrini ha evidenziato che, nella realizzazione dei progetti, si è tenuto conto della diversità dei luoghi in cui sorgeranno: “A Palermo la struttura punta a mimetizzarsi con il contesto circostante, minimizzando l’impatto ambientale. A Catania, invece, il progetto è stato pensato per aprirsi al territorio e generare un paesaggio del tutto nuovo”.

Progetti che, come ha sottolineato l’ex ministro Clini in conferenza stampa, sono stati apprezzati anche dalla Commissione europea che ha approvato il piano dei rifiuti siciliano, riconoscendone “l’innovazione e la validità sia sotto il profilo delle emissioni sia dal punto di vista della sostenibilità della gestione dei rifiuti”.

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