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Statuto Inda, riparte il pressing sul CdA della Fondazione per la riscrittura di alcune parti

Statuto Inda, riparte il pressing sul CdA della Fondazione per la riscrittura di alcune parti

Contestata la sovrapposizione dei ruoli tra il consigliere delegato e il sovrintendente

Chiedono la riscrittura di alcune parti dello statuto dell’Inda: si tratta di quelle che, a loro giudizio, portano ad una sovrapposizioni di ruoli tra il consigliere delegato e il sovrintendente.

Sono Beatrice Basile, Marina De Michele, Alessandra Trigilia, Salvo Baio, Mario Blancato, Antonino Di Guardo, Roberto Fai che hanno giĂ  presentato le loro proposte agli organi competenti (sindaco/presidente della Fondazione, CdA e ministro della Cultura).

Di seguito in una nota le ragioni delle loro richieste:

“Il 10 novembre scorso, abbiamo rappresentato al sindaco Italia l’esigenza di ridefinire le competenze attribuite dallo statuto della Fondazione Inda al consigliere delegato e al sovrintendente artistico e culturale.

Ciò al fine di tenere distinte le loro funzioni in modo da evitare commistione o sovrapposizione di ruoli e di riallineare la governance della Fondazione Inda a quella degli altri teatri.

In nessuna delle Fondazioni culturali di rilievo nazionale come il San Carlo di Napoli, l’Arena di Verona, il Carlo Felice di Genova, il Petruzzelli di Bari, il Teatro dell’Opera di Roma, è infatti prevista la figura del consigliere delegato dal momento che è proprio il sovrintendente la figura ideativa che costruisce le stagioni culturali delle Fondazioni.

In quell’incontro, il sindaco si era impegnato a metterci a conoscenza delle proposte di modifica dello statuto di cui, a suo dire, il Cda della Fondazione aveva cominciato a discutere.

Di questo impegno il nostro sindaco deve essersi dimenticato, considerato che, a distanza di oltre due mesi, nessuna comunicazione è pervenuta ai sottoscritti.

Il 12 dicembre, abbiamo quindi inviato al presidente della Fondazione Inda (il sindaco Italia) e ai componenti del Cda una e-mail con le proposte di modifica che, a nostro avviso, andrebbero apportate allo statuto dell’Inda per eliminare ogni possibile sovrapposizione di ruoli tra il consigliere delegato e il sovrintendente artistico-culturale.

Le proposte di modifica, che sono state comunicate per conoscenza anche al ministro della Cultura, Sangiuliano, riguardano gli articoli 9, 10 e 11 dello statuto e sono motivate dalle ragioni che seguono.

Secondo l’articolo 9, punto 1, lettera c) dello statuto, il Consiglio di amministrazione dell’Inda definisce gli indirizzi artistico-culturali su proposta del consigliere delegato, il quale delinea, senza neanche la “previa intesa” con il sovrintendente, le scelte artistiche e culturali dell’Inda, benchĂ© lo statuto non preveda che egli debba avere una specifica competenza nel campo artistico e culturale.

Il consigliere delegato, in base all’articolo 10, punto 2 dello statuto, deve infatti avere ‘un elevato profilo culturale, comprovate capacitĂ  organizzative, maturate per almeno cinque anni in ruoli manageriali di vertice in enti, istituzioni o aziende’.

Nessun cenno a competenze in materia di spettacoli classici e di teatro antico. Un profilo, il suo, che potrebbe andar bene per un dirigente d’azienda o di un assessorato regionale o anche per un dirigente bancario.

Quanto ai compiti attribuitigli dallo statuto, il consigliere delegato predispone il budget economico, il bilancio di esercizio; definisce l’organizzazione degli uffici, la pianta organica del personale; gestisce la tesoreria, gli acquisti, gli appalti, eccetera.

Si tratta di competenze di natura amministrativa e contabile, neanche lontanamente artistiche e culturali.

Da notare che lo statuto prevede che i componenti del Consiglio di Amministrazione della Fondazione siano ‘personalitĂ  di elevato profilo culturale, con particolare riguardo al campo degli studi sul teatro antico e della letteratura classica latina e greca’, fatta eccezione proprio per il consigliere delegato per il quale tali requisiti non sono richiesti, pur facendo parte a pieno titolo del Cda (articolo 10 dello statuto).

Quanto al sovrintendente artistico e culturale, secondo l’articolo 11, punto 1 dello statuto, deve possedere i seguenti requisiti: ‘elevato profilo culturale e riconosciuta esperienza nella gestione degli spettacoli dal vivo’.

Inoltre egli elabora e predispone i programmi di attivitĂ  della Fondazione ma, come detto, sulla base degli indirizzi artistici e culturali proposti dal consigliere delegato e approvati dal Consiglio di amministrazione, del quale il sovrintendente non fa parte.

La sovrapposizione dei ruoli si coglie a piene mani e crea un’innaturale gerarchia tra il consigliere delegato – che propone gli indirizzi artistici, nonostante non sia richiesta per lui alcuna specifica competenza – e il sovrintendente artistico, unico legittimato per “riconosciuta esperienza nella gestione degli spettacoli” a promuovere e gestire l’attivitĂ  artistica e teatrale dell’Inda.

Alla luce delle considerazioni prima esposte, riteniamo necessaria la riscrittura di alcune parti dello statuto, separando la funzione amministrativa e contabile, che potrebbe restare in capo al consigliere delegato o essere affidata a un dirigente amministrativo, da quella artistica e culturale che andrebbe attribuita in toto al sovrintendente.

A tal fine alleghiamo alla presente la bozza con le nostre proposte di modifica allo statuto vigente, bozza consegnata nell’incontro del 10 novembre scorso al sindaco Italia, al quale abbiamo chiesto di portare in discussione le nostre proposte nel Consiglio di amministrazione della Fondazione, ai sensi dell’articolo 9, punto 1, lettera a) dello statuto.

Ad oggi, nessun cenno di risposta è venuto nĂ© dal sindaco Italia (che è anche presidente dell’Inda) nĂ© dai singoli consiglieri di amministrazione nĂ© dal ministro Sangiuliano.

E’ utile sottolineare che, in base all’articolo 9 dello statuto, le modifiche statutarie sono di competenza del Cda dell’Inda, che viene convocato dal sindaco”.

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