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Sotto sequestro l’impianto dell’Ias e il patrimonio aziendale, sospensione dei vertici: l’accusa è di disastro ambientale

Sotto sequestro l'impianto dell'Ias e il patrimonio aziendale, sospensione dei vertici: l'accusa è di disastro ambientale

Secondo l’accusa sarebbero stati immessi in atmosfera circa 77 tonnellate all’anno di sostanze nocive e di oltre 2.500 tonnellate di idrocarburi in mare

Sotto sequestro l’impianto dell’Ias oltre alle quote e all’intero patrimonio della società che gestisce l’impianto di depurazione dei reflui dell’area industriale siracusana e dei Comuni di Melilli e Priolo.

L’ordinanza del Gip del tribunale di Siracusa è stata eseguita dalla polizia giudiziaria del Nictas e del nucleo della Guardia di Finanza.

Il provvedimento prevede, oltre che il sequestro, anche la sospensione per un anno dall’esercizio di qualsiasi funzione all’interno delle società coinvolte nell’indagine o in imprese operanti nel medesimo settore, dei vertici dell’Ias e dei grandi utenti (Versalis, Sonatrach, Esso, Sasol, Isab, Priolo Servizi).

L’accusa è di “disastro ambientale aggravato riguardante l’inquinamento atmosferico e marino tutt’ora in corso di consumazione, nonché altri reati connessi all’illegittimità dei titoli autorizzatori ritenuti non conformi a legge, non più efficaci da oltre un decennio e solo parzialmente rispettati”.

L’accusa di disastro ambientale aggravato deriva secondo quanto si legge nella nota della Procura che ha incaricato consulenti per accertamenti tecnici “dall’offesa della pubblica incolumità derivante dall’enorme quantità  di sostanze nocive immesse  in mare e in atmosfera, dalla loro tossicità e nocività per la salute degli ambienti e degli uomini e dal numero di persone interessate dalla loro diffusione”.

L’ordinanza ha riconosciuto “la totale inadeguatezza dell’impianto Ias” per lo smaltimento dei reflui industriali. Il depuratore, infatti, dovrà continuare ad operare  solo per i reflui domestici.

Secondo quanto riporta l’ordinanza “la gestione descritta avrebbe negli anni immesso in atmosfera circa 77 tonnellate all’anno di sostanze nocive tra cui il benzene sostanza cancerogena e di oltre 2.500 tonnellate di idrocarburi in mare tra il 2016 e il 2020”.

La gestione dell’impianto è stata adesso affidata ad un amministratore giudiziario, nominato dal Gip, che si avvarrà di un equipe di tecnici professionisti sia per consentire la prosecuzione del servizio di depurazione dei reflui provenienti da Melilli e Priolo, sia per salvaguardare le esigenze occupazionali.

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