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Servizio idrico, associazioni e partiti a sostegno di una proposta alternativa alla realizzazione di nuovi pozzi

Servizio idrico, associazioni e partiti a sostegno di una proposta alternativa alla realizzazione di nuovi pozzi

Lealtà e Condivisione, Cento Passi x la Sicilia, M5S, Pci, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista suggeriscono l’utilizzo delle acque superficiali provenienti per caduta dall’Alta Valle dell’Anapo

Un’opzione alternativa al progetto di scavo di nuovi pozzi del Comune di Siracusa, nell’ambito degli interventi per il miglioramento del Servizio idrico, è sostenuta da Lealtà e Condivisione, Cento Passi x la Sicilia, M5S, Pci, Sinistra Italiana e Rifondazione Comunista.

Se n’è parlato nel corso di un’assemblea aperta e prevede l’utilizzo delle acque superficiali provenienti per caduta dall’Alta Valle dell’Anapo (Fiume Anapo e affluenti Calcinara e Bottigliera), che discenderebbero tramite la rete di distribuzione già realizzata, su finanziamento della Cassa per il Mezzogiorno, 40 anni fà e mai entrata in funzione.

“E’ una soluzione – si legge in una nota – già programmata e prevista come progettazione nell’attuale Contratto del Servizio Idrico della città di Siracusa nonché tra gli investimenti del Piano d’Ambito territoriale per i Comuni della Provincia di Siracusa approvato nel 2021.

Ci appelliamo – scrivono i partiti a sostegno della proposta-  alla sensibilità dell’amministrazione comunale di Siracusa, in primo luogo al sindaco che è presidente Ati, al Consorzio di Bonifica 10 di Siracusa, al Genio Civile, all’Autorità di Bacino, all’Enel, all’Irsap (ex consorzio ASI), affinché la tematica sia affrontata con un incontro
comune da fissare con urgenza prioritaria.

Ci rivolgiamo inoltre – proseguono – a tutti i 21 sindaci della provincia, affinché diano la massima priorità all’approvazione dello statuto dell’Azienda Speciale Consortile e alla composizione degli organismi del gestore unico pubblico dal quale potrà discendere la possibilità di partecipare a nuove linee di finanziamento.

I ritardi nella formale operatività dell’Ati – ricordano – hanno escluso la nostra provincia dalla possibilità di partecipare ai tre bandi ministeriali (l’ultimo scaduto lo scorso ottobre) per l’ammodernamento delle reti idriche con oltre 60 milioni di euro di fondi messi a disposizione dal Pnrr”.

In ultimo viene sollecitato a Comune e gestore del Servizio Idrico Integrato, a rendere noti tutti i progetti annunciati nei giorni scorsi per 49 milioni di euro di fondi pubblici.

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