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Requisiti utenti del dispacciamento: accolto il ricorso di Onda Più

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Le modifiche introdotte da Arera ritenute illegittime

Bocciati i nuovi requisiti introdotti dall’Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente, previsti dal Codice di rete per gli utenti del dispacciamento.

Con la sentenza n. 3915 del 29 aprile 2024 il Consiglio di Stato ha, infatti, accolto l’appello presentato da Onda Più, con gli interventi ad adiuvandum di A.R.T.E. – Associazione di Reseller e Trader dell’Energia, e di Koslight Service assistite dagli avvocati proff. Claudio Guccione e Maria Ferrante (P&I-Studio Legale Guccione e associati) contro Arera e Terna per la riforma della sentenza del Tar Lombardia n. 2217/2023.

L’Arara con propria delibera aveva introdotto le modifiche, adesso ritenute illegittime, con l’obiettivo di evitare che, a seguito della risoluzione di un contratto di dispacciamento, gli stessi soci/amministratori della società cui è stato risolto il contratto e che hanno lasciato crediti insoluti potessero costituire una nuova società e richiedere quindi la sottoscrizione di un nuovo contratto di dispacciamento.

Il Consiglio di Stato, accogliendo l’appello di Onda Più, ha stabilito che in questo modo si producesse però un effetto di presunzione assoluta di frode alle regole che precludono la stipula del contratto di dispacciamento che, per la sua rigidità e assolutezza, non trova adeguata giustificazione alla luce dello scopo originario.

Una violazione del principio di proporzionalità che la Suprema Magistratura Amministrativa ha riscontrato anche in ordine ad altri requisiti introdotti dalla delibera adesso annullata.

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