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Polo industriale, Fiom Cgil: “Subito un tavolo nazionale”

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Il sindacato denuncia “l’assenza di una chiara politica industriale nazionale ed europea”

Forte preoccupazione per il futuro del polo industriale siracusana. Ad esprimerle è la Fiom Cgil che teme un ridimensionamento produttivo e occupazionale.

“Il petrolchimico siracusano – spiega il sindacato – pur rappresentando un asset strategico per l’intero Paese rileva l’assenza di una chiara politica industriale nazionale ed europea capace di governare la transizione energetica e garantire continuità produttiva, tutela dell’occupazione, sostenibilità ambientale e indipendenza energetica.

Le operazioni di cessione e riorganizzazione in corso – prosegue – non possono essere lasciate esclusivamente alle dinamiche di mercato, al profitto. È indispensabile una regia pubblica che definisca un modello di sviluppo industriale, evitando scelte frammentate e prive di visione.

La prospettiva della riconversione, inclusa la realizzazione di impianti come le bioraffinerie o quelli per la produzione di idrogeno, deve essere strategica, non può rappresentare una soluzione parziale o sostitutiva non accompagnata da investimenti strutturati e garanzie occupazionali certe.

Le bonifiche, il riutilizzo delle aree di Punta Cugno e Marina di Melilli, lo sviluppo logistico portuale – aggiunge la Fiom – rappresentano un insieme importante di interventi che se coordinati ed integrati in un contesto articolato di infrastrutture industriali, energetiche e logistiche possono trasformare il petrolchimico siracusano in un innovativo modello di produzione con nuove funzioni, che rappresentano la condizione indispensabile per diventare un Hub energetico integrato e assumere un ruolo strategico nell’area del mediterraneo”.

Da qui la richieste urgente di un tavolo nazionale con il coinvolgimento diretto delle organizzazioni sindacali e
del territorio.

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