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Piano della Sosta e Piano ZTL, il Comitato dei residenti pronto a iniziative anche giudiziarie

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“Il rischio concreto è una città spezzata in due: una zona sud sempre più difficilmente accessibile e una zona nord destinata ad assorbire traffico e sosta”

Saranno avviate diverse iniziative, anche di natura giudiziaria, che saranno definite nei prossimi giorni e saranno promosse iniziative pubbliche di sensibilizzazione e protesta, con l’obiettivo di coinvolgere tutti i quartieri della città.

Questa la decione scaturita dall’ assemblea del Comitato Ortigia Cittadinanza Resistente, con residenti, cittadini e operatori economici sui Piani della sosta e Ztl  predisposti dal Settore Mobilità e Trasporti del Comune di Siracusa.

“Il tema non riguarda solo chi vive in Ortigia – scrive il portavoce del Comitato, Biondini – riguarda tutti i siracusani. Riguarda il diritto di partecipazione alle scelte che influiscono sulla qualità della vita: accesso al centro storico, mobilità urbana, equilibrio tra residenzialità, lavoro, turismo e servizi.

Il Piano ZTL, pur non ancora approvato definitivamente – prosegue – appare come un atto endoprocedimentale già sostanzialmente compiuto nella sua struttura essenziale e strettamente collegato al Piano della Sosta, già emanato in linea tecnica, anche attraverso il medesimo quadro progettuale, identificato dagli stessi riferimenti amministrativi di CIG e CUP.

A preoccupare, fra le varie cose è l’introduzione di nuove categorie di pass — transito più sosta, solo transito e temporanei — con importi annuali rilevanti e tariffe crescenti dal secondo pass in poi.

Questi pass  – afferma Biondini -non garantiscono il parcheggio: attribuiscono soltanto il diritto di cercare un posto. In un contesto in cui il numero degli stalli viene drasticamente ridotto.

Il rischio concreto – conclude – è una città spezzata in due: una zona sud sempre più difficilmente accessibile e una zona nord destinata ad assorbire traffico, sosta e disagi, finendo a sua volta per chiudersi e congestionarsi. Dopo le ore 17, infatti, l’accesso al centro storico per i non residenti verrebbe fortemente limitato, con effetti rilevanti anche sulle attività commerciali, ricettive e di servizio”.

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