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dal 4 al 14 settembre

Otto Comuni della provincia di Siracusa in “zona arancione”: l’ordinanza di Musumeci

Otto Comuni della provincia di Siracusa in "zona arancione": l'ordinanza di Musumeci

Sono Augusta, Avola, Pachino, Noto, Portopalo di Capo Passero, Rosolini, Ferla, Francofonte

Da domani e fino al 14 settembre 8 Comuni della provincia di Siracusa saranno in zona arancione. Sono Augusta, Avola, Pachino, Noto, Portopalo di Capo Passero, Rosolini, Ferla, Francofonte.
In questi Comuni bisognerà rispettare le seguenti regole:

Innanzitutto torna il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino successivo ma solo per coloro che non sono in possesso del green pass.
Per bar e ristoranti si dovranno rispettare le regole indicate dall’ordinanza n.87 del 31 agosto 2021 così come viene citato nel provvedimento emanato ieri sera dal presidente Musumeci: continuerà a essere consentita l’attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, pur mantenendo il limite massimo di quattro persone al tavolo (limite che non vale per i conviventi) e l’obbligo di green pass per i locali al chiuso. In pratica sono le stesse regole della zona gialla attiva in tutto il resto della regione. Consentita la vendita di asporto per tutti anche per coloro che non hanno green pass e la consegna a domicilio. Restano chiuse le sale cinematografiche e sospesi gli spettacoli.
Alla base del provvedimento che impone nuove restrizioni il numero dei contagi ma ancor di più la bassa percentuale di vaccinazione.

Polemico nei confronti del governo regionale l’intervento del deputato della Lega, Giovanni Cafeo: “Al di là del merito del provvedimento, condivisibile negli intenti di stimolare un più ampio ricorso alla vaccinazione proprio nelle zone in cui la percentuale di immunizzati è minore – scrive in una nota – prosegue la cattiva abitudine di prendere decisioni importanti calandole dall’alto – spiega Cafeo – senza il coinvolgimento attivo delle forze di maggioranza ma soprattutto dei sindaci e dei rappresentanti delle attività produttive che, di fronte a limitazioni così estemporanee, non hanno il tempo di riorganizzarsi e adattarsi, quanto meno per limitare i danni. Ad aggravare la situazione – aggiunge – ci sono poi i dubbi interpretativi dell’ordinanza, attiva peraltro da sabato e non come abitudine dal lunedì – prosegue – che sta creando numerosi disagi soprattutto tra i ristoratori impegnati nel settore del catering e degli eventi, per i quali non si sa ancora il destino, nonché tra gli stessi cittadini che non sanno se saranno costretti a rinviare le loro cerimonie”.

“L’emissione di un’ordinanza così restrittiva senza alcun preavviso e soprattutto senza il necessario confronto con gli imprenditori riporta le lancette della lotta al covid indietro di mesi” commentano Stefano Gentile, presidente di Cna Ristorazione Siracusa e Gianpaolo Miceli, vicesegretario di Cna Siracusa.

“La pessima abitudine di scrivere ordinanze che poi necessitano di ulteriori chiarimenti ha contribuito poi a creare un clima di incertezza diffuso – proseguono – con il timore da parte degli imprenditori da un lato di venire multati per un provvedimento adottato soltanto 48 ore prima a sorpresa e dall’altro di dover annullare prenotazioni e restituire anticipi e caparre per eventi già programmati, impegni presi proprio grazie all’adozione del green pass.

Non si spiega infine perché a subire le conseguenze più nefaste di questa ordinanza debbano proprio essere i matrimoni, i banchetti e gli eventi in generale, ossia quelle manifestazioni che garantiscono i controlli più serrati – concludono Gentile e Miceli – visto che un cittadino munito di green pass si ritroverebbe nella paradossale situazione di poter andare in giro liberamente, ignorando i confini del comune in zona arancione e il coprifuoco, ma non potrebbe partecipare a un matrimonio; è dunque evidente che la deroga prevista già per la ristorazione ordinaria deve essere estesa anche al banqueting, abolendo definitivamente e con coerenza il coprifuoco per tutti i soggetti coperti dal green pass”.

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