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La nota

Nomina nuovo sovrintendente Inda, nella terna proposta dal CdA al ministero non c’è Calbi

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Salvo Baio, Mario Blancato, Roberto Fai chiedono di conoscere le motivazioni della scelta del consiglio di amministrazione della Fondazione

Il nome di Antonio Calbi, sovrintendente dell’Inda a scadenza dell’incarico, non figura nella terna dei nomi che il CdA della Fondazione ha proposto al ministro per individuare il suo successore.

Nella nota di Salvo Baio, Mario Blancato e Roberto Fai chiedono chiarimenti e delucidazione sulla scelta operata.

“Come presidente della Fondazione Inda, Francesco Italia, sbagliando, ha votato per il “licenziamento” del sovrintendente artistico e culturale Calbi, perchè ritenuto, a quanto si dice, litigioso.

Per analogia, come sindaco, dovrebbe “licenziare” l’assessore Fabio Granata. Sbaglierebbe una seconda volta.

Non ci si libera di un sovrintendente artistico (o di un assessore) perchè qualcuno ritiene che abbia un caratteraccio, senza tener conto della sua competenza, delle sue qualità professionali.

I fatti. In vista della scadenza dell’incarico del proprio sovrintendente artistico e culturale, il consiglio di amministrazione della Fondazione Inda ha proposto al ministro della Cultura una terna di nomi per la nomina del nuovo sovrintendente (articolo 13 dello statuto).

Nella terna non è stato incluso Antonio Calbi. Il CdA poteva farlo? Per rispondere dovremmo conoscere la motivazione della bocciatura, che non può dipendere certo dalla presunta litigiosità del sovrintendente.

La terna dei nomi è stata rigettata dal ministero della Cultura, il che equivale ad un vera e propria sconfessione dell’ operato del CdA, che dovrà procedere con avviso pubblico, stabilendo i necessari requisiti e i criteri di valutazione dei curricula.

A tale avviso potrà partecipare Antonio Calbi, senza litigare.

Ciò premesso, è utile esaminare i compiti affidati dallo statuto al sovrintendente dell’Inda per capire se li ha violati, in tutto o in parte.

Il sovrintendente, dice lo statuto, elabora i programmi di attività della Fondazione sulla base degli indirizzi artistici e culturali proposti dal consigliere delegato.

La dottoressa Valenzise, che è la consigliera delegata, può dirci se il sovrintendente Calbi si è discostato dai programmi e se glielo ha fatto rilevare formalmente?

Altro compito del sovrintendente è quello di dirigere e coordinare IN AUTONOMIA l’attività di produzione artistica.

Ha diretto e coordinato male? Non sembrerebbe a giudicare dai comunicati trionfalistici emessi dalla Fondazione dopo ogni ciclo di spettacoli classici, diretti e coordinati proprio dal sovrintendente.

Ancora: il sovrintendente dirige e coordina IN AUTONOMIA l’attività e il personale. Ha trattato male i dipendenti, ha offeso la loro dignità professionale? Ha violato i contratti? Ci sono agli atti specifiche contestazioni?

Infine, il sovrintendente esegue le delibere del CdA e predispone i contratti nel budget autorizzato dal CdA. Ha omesso di eseguirle? Ha sforato il bilancio? A questi interrogativi gli amministratori dell’inda dovrebbero rispondere, in particolare la dottoressa Valenzise.

Ora, è vero che il CdA ha il compito di proporre i nomi della terna, ma la discrezionalità non è arbitrio, deve essere sorretta da congrua motivazione e non può basarsi su elementi fumosi come il carattere delle persone.

Peraltro è da notare che del vecchio CdA sono rimasti, oltre al sindaco, la professoressa Rubino e la dottoressa Valenzise.

I nuovi componenti e cioè il professor Romano e il soprintendente emerito Voza non hanno fatto neanche in tempo ad accorgersi delle presunte intemperanze di Calbi.

Dunque una decisione presa da un cerchio ristretto, forse ristrettissimo, di amministratori, che non può passare in silenzio e che può arrecare un danno enorme all’immagine professionale del sovrintendente.

L’Inda non è un’azienda privata, ma una fondazione di diritto pubblico”.

 

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