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“Nessun attacco sessista”: le donne di Forza Italia a difesa di Leandro Marino

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Le dichiarazioni della commissaria cittadina, di Azzurro Donna Siracusa e Forza Italia Giovani Siracusa

Le donne di Forza Italia si schiera al fianco del consigliere comunale Lendro Marino accusato dalla vicepresidente del consiglio comunale di Siracusa, Conci Carbone, di “attacco sessista“.

La commissaria cittadina di Forza Italia, Alessandra Barbone che invita a “guardare il video integrale della seduta e ad ampliare gli orizzonti del dibattito in maniera da evitare letture superficiali e reazioni impulsive, e a valutare i fatti con maggiore equilibrio e lucidità.

Una costante identificazione con una condizione di vittima – prosegue – rischia di indebolire l’autorevolezza politica delle donne, che invece devono essere riconosciute come soggetti forti, competenti e pienamente capaci di leadership.

Parlo da Donna e madre e da rappresentante istituzionale di FI ,con senso di responsabilità e rispetto per tutte le sensibilità, ma con la convinzione che il confronto politico debba restare centrato sui contenuti e non su letture distorte o strumentali.

In altri episodi analoghi, anche in presenza di presunti casi di sessismo – aggiunge – non si è registrato lo stesso livello di intervento o reazione, evidenziando una mancanza di uniformità di giudizio nel dibattito pubblico e politico”.

Anche Azzurro Donna Siracusa e Forza Italia Giovani Siracusa esprimono convinto sostegno al Capogruppo al Consiglio Comunale di Siracusa, Leandro Marino.

“Il consigliere Marino – sostengono – è intervenuto per contestare reiterate azioni di disturbo e per richiamare la vicepresidente del Consiglio Comunale al pieno esercizio delle proprie funzioni, affinché fossero garantiti ordine, attenzione e rispetto delle regole durante lo svolgimento dei lavori d’aula.

Pur riconoscendo che il confronto abbia assunto toni accesi e che alcune espressioni possano essere state inopportune, respingiamo con fermezza ogni tentativo di attribuire all’episodio una matrice sessista o discriminatoria.

La critica – spiegano – ha riguardato esclusivamente l’operato istituzionale e il corretto esercizio di un ruolo di garanzia, senza alcun riferimento al genere della persona coinvolta.

Il ricorso a una solidarietà di genere fuori contesto – concludono – rischia di indebolire le battaglie autentiche per la parità e di svuotare di significato le reali discriminazioni che molte donne ancora subiscono”.

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