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Lettera aperta del figlio dell’anziana con femore rotto al Pronto soccorso dell’Umberto I: “Lesi diritti e dignità”

aggressione

L’uomo ha scritto al presidente della Regione, Schifani, all’assessore alla Sanità, Volo, al Prefetto Moscarella, al sindaco di Siracusa Italia e per ultimo anche al manager dell’Asp, Ficarra

Ha preso carta e penna e ha deciso di scrivere una lettera aperta al presidente della Regione, Schifani, all’assessore alla Sanità, Volo, al Prefetto Moscarella, al sindaco di Siracusa Italia e per ultimo anche al manager dell’Asp, Ficarra.

E’ il figlio della 78enne ricoverata al Pronto soccorso di Siracusa il 19 gennaio scorso per una sospetta polmonite, rivelatisi poi essere una lesione tumorale polmonare, caduta dal letto nella notte tra il 23 e il 24 gennaio, procurandosi una frattura al femore destro.

Solo ieri è stato disposto il trasferimento in reparto in attesa di intervento.

L’uomo, nonostante sia stremato dai problemi di salute personali (va ogni giorno a Catania per sottoportsi a cicli di chemio e radioterapia) vuole andare fino in fondo a questa vicenda.

“Mia madre sarà operata – scrive – il 29 o addirittura il 30 gennaio ma è possibile operare dopo tutti questi giorni, quando invece il protocollo prevede l’intervento dopo 24 ore”.

Si può lasciare una persona anziana per giorni e giorni senza l’assistenza prevista della famiglia? – chiede l’uomo – si possono aspettare giorni per avere un referto? ”

Da qui la richiesta di intervento, a ciascuno delle autorità in indirizzo ognuno per la propria competenza,” per far si che questa situazione cessi e si pensi realmente a tutelare la salute dei siracusani.

“Così facendo – conclude il figlio – non si garantisce assistenza ai pazienti e si ledono i diritti di coloro che in ospedale vanno per trovare cura e conforto”.

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