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La protesta dei sindaci siciliani a Roma: “Enti fragili. Siamo al collasso”

La protesta dei sindaci siciliani a Roma: "Enti fragili. Siamo al collasso"

Hanno manifestato anche rappresentanti dei Comuni della provincia di Siracusa per denunciare una grave crisi finanziaria e organizzativa e chiedere interventi urgenti

I sindaci siciliani, con tanto di fascia tricolore, ieri a Roma per manifestare la loro grave preoccupazione rispetto alla grave crisi finanziaria e organizzativa che colpisce gli enti comunali nell’Isola, a causa della mancata applicazione del federalismo fiscale.

Tra le richieste di Anci Sicilia per scongiurare l’emergenza finanziaria c’è lo stanziamento di 300 milioni per coprire le falle dei bilanci, in alternativa una manovra che consenta ai sindaci l’abbattimento del 50% degli accantonamenti del Fondo crediti di dubbia esigibilità. Solo in ultima istanza una proroga al 30 novembre del termine per approvare i bilanci.

Oltre alle questioni finanziarie i sindaci hanno evidenziato anche le problematiche di carattere organizzativo: nelle piante organiche dei comuni siciliani mancano circa 15 mila unità tra cui circa 4000 fra dirigenti e categorie D.

Per la provincia di Siracusa hanno partecipato alla manifestazione Michelangelo Giansiracusa nel ruolo di capo di gabinetto del Comune capoluogo, e come sindaco di Ferla, il sindaco di Avola, Luca Cannata che è anche vicepresidente di Anci Sicilia, l’assessore Signorino per il Comune di Solarino, il sindaco di Carlentini, Giuseppe Stefio e il sindaco di Noto, Corrado Figura.

“Abbiamo chiesto – specifica il sindaco di Avola – di  avere norme capaci di cogliere le opportunità del Pnrr al pari degli altri Comuni d’Italia”.

“La battaglia di ieri – spiega Giansiracusa – ha radici antiche ed è legata al fatto che i Comuni siciliani a causa della mancata attuazione del Federalismo fiscale hanno subito un danno e oggi registriamo le conseguenze nefaste di queste mancate riforme. I Comuni sono diventati enti fragili. e proprio per rivendicare delle soluzioni a queste fragilità siamo stati a Roma”.

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