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OPERAZIONE "TERRE EMERSE"

Infiltrazioni mafiose nella filiera alimentare del Siracusano: dal Cga “no” alla sospensione delle interdittive adottate dalla Prefettura

Infiltrazioni mafiose nella filiera alimentare del Siracusano: dal Cga "no" alla sospensione delle interdittive adottate dalla Prefettura

I destinatari delle misure erano tutti percettori di contributi pubblici per attività agricola e zootecnica

Rigettate dal Consiglio di Giustizia Amministrativa le richieste di sospensione delle 4 interdittive antimafia emesse dal prefetto di Siracusa, Giusi Scaduto, nei confronti di altrettanti componenti del gruppo familiare coinvolto nell’operazione “Terre Emerse”, tutti percettori di contributi pubblici per attività agricola e zootecnica.
A darne notizia è la prefettura.

“Il Cga – si legge nella nota – ha ritenuto legittima e condivisibile la deduzione logica che, a febbraio 2021, aveva portato il Prefetto ad adottare le interdittive. Con il rigetto delle istanze di riforma delle Ordinanze del Tar di Catania – che non aveva accolto le richieste di sospensione degli effetti dei provvedimenti – il giudice dell’appello nelle udienze dell’8 settembre, ha posto l’accento sul grave fenomeno di una organizzazione criminale complessa ed articolata – operante anche e soprattutto mediante i singoli componenti di gruppi familiari, sistematicamente “utilizzati” per realizzare interposizioni fittizie nei diritti di proprietà, la cui attività appare diretta alla illecita acquisizione di terreni (mediante atti estorsivi e/o fraudolenti) al fine di ottenere, parimenti illecitamente, contributi.

Una decisione importante – commenta la nota – che va a corroborare l’impegno della Prefettura e delle Forze di polizia nell’azione di prevenzione delle infiltrazioni mafiose nell’economia legale.

Uno stralcio del procedimento penale in corso, che vede il Comune di Carlentini parte civile, – viene evidenziato dalla Prefettura – si é recentemente concluso con la condanna in primo grado del notaio coinvolto e con la cancellazione dai pubblici registri immobiliari di alcuni contratti stipulati da appartenenti al gruppo familiare.

Inoltre – conclude la nota – grazie alle informazioni interdittive antimafia, adottate dalla Prefettura aretusea, l’Agea ha già avviato le procedure per la revoca dei contributi e la restituzione delle somme illecitamente percepite”.

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