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Il virus e le corporazioni

di Bruno Formosa
Il virus e le corporazioni

Per la strada, dal parrucchiere, nei bar non si parla più di Dybala o Dzeko, della D’urso o della Defilippi, del Sindaco o degli Assessori, non si parla d’altro che di tamponi, varianti, anticorpi e vaccini vari.

E’ meglio l’uno o l’altro, è più sicuro quello o quell’altro. Le fazioni sono ben demarcate (i vax ed i no-vax), ed in ciascuna delle fazioni esistono integralisti saccenti che dispensano principi di epidemiologia e virologia, ripetendo a pappagallo ciò che si dice durante molte trasmissioni televisive.

Questi programmi lasciano discettare sull’argomento cantanti, soubrette, ex veline, calciatori i quali ripetono a pappagallo ciò che apprendono da altri calciatori, altre soubrette, altre veline ed altri cantanti che, durante le trasmissioni televisive, ripetono ciò che in televisione hanno detto altri calciatori, ex veline, soubrette e cantanti.

Una novella catena di Sant’Antonio destinata a fare proseliti e che proseguirà stucchevolmente per chissà quanto tempo ancora. Il tutto mentre peggiora sensibilmente la situazione relativa ai contagi. Due dati sono all’attenzione delle categorie sanitarie, la scelta del Governo di aver consentito capienze fino all’80% o addirittura al 100%, ed il principio secondo il quale a favorire la diffusione siano gli stessi vaccinati che non osservano le precauzioni negli stadi, nelle chiese, nei centri commerciali, sui bus, e così via.

L’Istituto superiore della sanità ha licenziato un report dal quale si apprende che i vaccini hanno un’efficacia pari al 90% nel prevenire i casi gravi, e del 70% per le semplici infezioni.

Scaricare l’intera responsabilità sui non vaccinati appare troppo semplicistico, a leggere questi dati. Quasi un italiano su quattro rifiuta il vaccino, ed è quindi fortemente esposto all’infezione con sintomi dannosi ed effetti letali, ma finché tutti gli altri tre sottovaluteranno la pericolosità della variante Delta (con la grave complicità del Governo che si limita ad indicare i non vaccinati quali unici responsabili della situazione) il dibattito “sì-vax, no-vax” sarà lana caprina ed il virus continuerà la sua trionfale corsa. Ù

Ad ogni gol segnato in una partita calcio, orde di tifosi demascherinizzati si abbracciano festanti con il beneplacito di chi dovrebbe vigilare sul distanziamento sociale. Certo, il business del Calcio è gestito dal potere economico che in Italia è straripante ben oltre ogni visibile effetto, e quando la politica si mette di traverso fra il capitalismo ed il suo stesso incremento, è sempre la politica a soccombere ed i politici a cadere nell’oblio.

L’influenza del Vaticano nelle cose della politica italiana è sempre stata invasiva, indirizzando spesso scelte e provvedimenti. Per questo ipotizzare di imporre alle chiese regole troppo ferree e limiti di capienza inferiori alle quantità concordate, è pressoché fuori discussione. La salute può attendere, le corporazioni no!

di Bruno Formosa

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