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Il piano di Musumeci per i rifiuti, l’analisi di Salvo Baio

Il piano di Musumeci per i rifiuti, l'analisi di Salvo Baio

L’esponente del Pd ne analizza i punti deboli

L’emergenza rifiuti e il piano del governo Musumeci, l’analisi di Salvo Baio:

“La progressiva saturazione della discarica di Lentini, nella quale vengono conferiti i rifiuti dei comuni delle tre province della Sicilia orientale, rischia di provocare, com’era prevedibile, il collasso del sistema. Il piano dei rifiuti esposto dal presidente Musumeci è idoneo nel medio termine ad evitarlo?

Parto da esso perché in questa materia spetta al governo regionale dettare le linee di intervento. Il piano è articolato in tre punti.

Il primo punto riguarda le discariche. Musumeci ha dichiarato di non essere disponibile a reperire nuove discariche, perché, a suo dire, bisogna liberare la Sicilia dallo loro schiavitù e in parte dalla mafia. In via eccezionale, e per soli due mesi, una parte dei rifiuti indifferenziati dei 174 comuni interessati possono essere conferiti nelle tre discariche di Gela, Motta Sant’ Anastasia e Siculiana.

Il secondo punto riguarda la differenziata che dall’attuale 42 per cento di media regionale deve raggiungere il 65 per cento, come previsto dalla legge.

Il terzo punto riguarda la realizzazione di due inceneritori, uno nella Sicilia occidentale e uno in quella orientale, nei quali conferire tutto ciò che è indifferenziabile per essere trasformato in energia.

Per i due inceneritori è stato emesso un bando, che scadrà il prossimo due novembre, per la manifestazione di interesse ai fini della presentazione delle proposte di progetto di finanza.

Nell’articolazione fondamentale, il piano Musumeci ha una sua coerenza e finora, che io sappia, non è stato oggetto di contestazione da parte delle Srr (Società regolazione rifiuti) che comprendono i comuni delle varie province.

Ciò non vuol dire che non abbia punti deboli, primo fra tutti l’incognita dei tempi occorrenti per insediare i due inceneritori. Fino a quando essi non entreranno in funzione, sarà inevitabile trovare una soluzione per i rifiuti indifferenziati e l’unica possibile è conferirli fuori dal territorio regionale e anche all’estero, con notevole lievitazione dei costi.

Portare la differenziata al 65 per cento in tutti i comuni richiede l’adozione di una politica che incentivi i comportamenti virtuosi dei cittadini e di una comunicazione appropriata. L’obiettivo è impegnativo, ma alla portata di amministratori accorti, specie nei comuni piccoli e medi.

Un altro punto critico è il rischio che l’aggravio dei costi per trasferire in altre regioni o all’estero i rifiuti finisca nella bolletta dei cittadini. A tale proposito Musumeci ha assicurato che i costi dell’emergenza saranno coperti attraverso l’erogazione da parte della Regione di appositi fondi statali, stimati in 40 milioni. Su questo punto però i sindaci sono scettici e chiedono, giustamente, garanzie.

Per quanto riguarda il territorio siracusano, nel documento della Srr viene esclusa la possibilità di ampliare la discarica di Lentini, ma sembra, stando a quanto riferisce La Sicilia del 24 settembre scorso, che il commissario della Srr per la parte impiantistica abbia individuato nelle vicinanze di Pachino il sito dove realizzare un vasca per i rifiuti indifferenziati (costo stimato 16 milioni) e tra Rosolini e Noto un impianto di compostaggio per i rifiuti differenziati (costo 22 milioni).

Entrambi i finanziamenti sarebbero pronti e a carico della Regione.

 

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