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Il caso della morte di Tony Drago a “Chi l’ha visto?”. Nuovo appello della famiglia a possibili testimoni

tony drago

Rivelazioni su problemi avuti dal caporale siracusano con un superiore e di un’aggressione subita e l’interruzione dell’audizione di un testimone importante

Il caso della morte di Tony Drago tra quelli trattati nella puntata di ieri sera di “Chi l’ha visto?” condotta da Federica Sciarelli.

I fatti risalgono al mattino del 6 luglio 2014, quando nella caserma militare Camillo Sabatini di Roma alle 6.30 del mattino, un sergente, durante il suo giro di ronda, scopre il corpo del caporale siracusano nel cortile antistante l’edificio che ospita gli alloggi.

L’inchiesta attribuirà la morte a un suicidio, ma la madre del caporale, che non ha mai creduto a questa tesi.

La domanda, ancora senza risposta, è sempre quella: “Come è morto Tony Drago?”.

Nel corso del servizio viene rivelato che il caporale siracusano aveva parlato a due conoscenti di problemi avuti con un superiore e di un’aggressione subita così come del verbale dell’audizione più volte interrotta di un testimone importante.

“Averlo ritenuto inattendibile è stato fondamentale per l’archiviazione”: ad evidenziarlo è stato l’avvocato della famiglia, Riccioli.

In ultimo, in ordine cronologico, arriva la condanna della Cedu, Corte europea dei diritti umani, che condanna l’Italia per aver violato il diritto alla vita del militare siracusano, ritenendo che “le autorità preposte non abbiano condotto un’indagine efficace sulle circostanze della sua morte”. Ha stabilito che lo Stato italiano dovrà versare alla madre del militare 42mila euro a titolo di risarcimento del danno morale.

Il gip ha archiviato il procedimento nel 2019 dopo che un incidente probatorio ha dimostrato che verosimilmente Tony è stato ucciso. Secondo la perizia il caporale fu vittima di una aggressione. Costretto a fare le flessioni con le dita poi colpito alle costole ed infine colpito con un colpo alla testa risultato fatale.

A distsnza di 12 anni la madre Sara Intranuovo, non si ferma e continua a cercare la verità. Da qui l’appello lanciato attraverso i microfoni della trasmissione di Rai 3: “Qualcuno ha informazioni utili? Chi sa qualcosa, parli”.

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