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“Horai. Le quattro stagioni”: applausi a scena aperta per lo spettacolo di Peparini

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In scena una meravigliosa Eleonora Abbagnato con Michele Satriano e Giuseppe Sartori

“In principio era il Caos..” poi arrivò l’uomo e con le stagioni ci fu anche il tempo di Amore.

E’ la premessa  di “Horai. Quattro stagioni”, il racconto di un Amore, di una relazione attraverso le sue fasi, identificate con le stagioni, dal primo incontro al nascere del desiderio, dalla passione fino al gelo del disamore.

Giuliano Peparini mette in scena Giuseppe Sartori che rivede la storia della sua relazione attraverso un sogno.

A rappresentarlo la splendida Eleonora Abbagnato, per la prima volta sul palco del Teatro Greco di Siracusa, indossando abiti realizzati da Dior, e Michele Satriano, primo ballerino dell’Opera di Roma.

Insieme a loro in scena 25 artisti performer e 15 tra allievi e allieve dell’Accademia dell’Inda.

Un racconto fatto attraverso la danza, le musiche di Vivaldi, Scarlatti e brani di musica contemporanea, ma anche attraverso le pagine più emozionanti della poesia antica, da Aristotele a Catullo, da Apollonio Rodio a Orazio.

Anche la scenografia esplicita chiaramente i vari passaggi: tre grandi finestre mostrano l’alternarsi delle diverse stagioni.

Si apre con l’inverno, fuori c’è la neve, il freddo. Lo stesso gelo alberga nel cuore del protagonista che ripensa alla sua storia d’amore finita.

Una storia d’amore che nasce con il fiorire della primavera: la natura celebra con il colore rosa questo momento mentre i due protagonisti si cercano, si sfiorano e sono sempre rivolti l’uno verso l’altra.

Il sentimento sfocia nella passione e nell’intensità del piacere: “Dammi mille baci e poi cento e poi mille…” Il colore rosso e la musica vibrante accompagnano il crescere della passione tra i due innamorati.

Ma, come tutte le cose, anche la passione si affievolisce: ritorna la pioggia e arriva l’autunno a turbare l’estate e il sentimento.

Il colore giallo domina tutto. I ballerini indossano dei trench e tra i due innamorati c’è una sorta di raffreddamento.

“Come vorrei – recita Sartori – che tu ricordassi i giorni in cui eravamo amici. Come era dolce…” Adesso lui è solo sul divano che aveva visto scoppiare l’amore e la passione.

“E’ tornata l’angoscia e un duro, inumano silenzio”.

Fuori infuria la bufera: è arrivato l’inverno, la neve e il gelo ha invaso i cuori tanto che fra i due ex innamorati si arriva ad uno scontro che è anche fisico e molto violento.

Quel divano che li aveva visti abbracciarsi, baciarsi ed amarsi, è ridotto in brandelli come il loro amore.

Dopo la distruzione, però  arriva la rinascita, la speranza: “Si dilegua la neve, torna l’erba sugli alberi…” La natura ricomnicia il ciclo di nascita, vita e morte.

Il monito finale dà un senso a tutto: “Non sperare in cose che durano per sempre, te lo insegnano le stagioni”.

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