L’arcivescovo di Siracusa riconosce l’utilità della tecnologia digitale ma invita ad adottare sempre un approccio sano
Si celebra oggi la LX Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, e mons. Francesco Lomanto, delegato per la Cultura e le Comunicazioni Sociali della CESi, lancia un messaggio che richiama lìimportanza della custodia della “dignità infinita della persona umana, il livello più profondo della comunicazione, quello del rapporto tra persone umane», i pilastri fondamentali della civiltà umana” pur riconoscendo l’utilità della tecnologia digitale ma avendo adottiamo un approccio sano ai vari sistemi emergenti.
“Siamo chiamati – dice l’arcivescovo – a non subire la rivoluzione digitale per ottenere velocità ed emozioni a discapito di comprensione ed approfondimento. Il digitale ci invita a seguire il consenso, ed il rischio concreto e reale è una continua manipolazione del nostro pensiero. Sempre più in solitudine, ma dentro una massa di persone sconosciute che incontriamo nella rete, e sempre meno incontro e contatto con gli occhi e le parole dell’altro.
Ci sta a cuore – evidenzia – quanto possiamo realizzare noi con la nostra personalità, con il nostro senso critico e con la costruzione di vere relazioni umane e profonde amicizie“.
Poi una serie di indicazioni per preservare tutto ciò: ritrovare la capacità di riflettere e non subire; vivere la grazia di stare insieme e non guardare individualmente uno schermo; sperimentare la gioia di crescere “in umanità e conoscenza, con un uso sapiente di strumenti così potenti a nostro servizio”; acquisire e trasmettere la percezione autentica della realtà evitando ogni forma di distorsione e alterazione della verità; guidare l’innovazione digitale non sottraendosi “alla propria responsabilità di fronte al futuro che stiamo costruendo”; cooperare, costruire insieme e “rendere effettiva una cittadinanza digitale consapevole e responsabile ed educare “ad aumentare le nostre capacità personali di riflettere criticamente»,«a permettere alle nostre famiglie, comunità e associazioni di elaborare criteri pratici per una più sana e responsabile cultura della comunicazione”.
“Custodiamo – conclude Lomanto -il dono della comunicazione come la più profonda verità dell’uomo, alla quale orientare anche ogni innovazione tecnologica, per affrontare concretamente la vita di ogni giorno, costruire nella verità le relazioni umane e sociali, proiettarci realisticamente verso l’avvenire che ci viene incontro e ancora verrà a visitarci come sacramento di Cristo”.
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