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Eredità

Eredità: sono sposato e non ho figli e vorrei lasciare, alle rispettive famiglie i beni. Terzi possono impugnare il testamento?

di Notaio Giuseppe Minniti
Eredità: sono sposato e non ho figli e vorrei lasciare, alle rispettive famiglie i beni. Terzi possono impugnare il testamento?

Sempre interessanti i quesiti dei nostri lettori ed esaustive le risposte del notaio Giuseppe Minniti

Domanda:

Ho una domanda che riguarda la mia eredità. Sono sposato e non ho figli. Io e mia moglie vorremmo lasciare i beni alle nostre rispettive famiglie, ma abbiamo paura che qualcuno impugni il testamento. Però vogliamo che chi vive abbia la possibilità di affittare tutto ciò che abbiamo insieme e di continuare ad abitare la nostra casa. Io sono proprietario di un appartamento affittato e mia moglie è proprietaria della villetta dove abitiamo. Cosa dovremmo fare?  Antonio G.

Risposta

Il signor Antonio e la moglie possono tranquillamente raggiungere i loro obiettivi. Per capire come fare è, però, necessario capire alcuni semplici punti.

Per prima cosa bisogna dire che non è possibile fare un solo testamento. In Italia è vietato il testamento congiuntivo. E’ necessario fare due testamenti. Uno ciascuno. La paura della impugnazione è sicuramente infondata. Non c’è nessuno che possa vantare alcun diritto “necessario”.

Infatti bisogna sapere che unici ad avere il diritto di aspettarsi una eredità necessaria sono i discendenti in linea retta (in primo luogo, i figli) e gli ascendenti in linea retta (genitori viventi).

Dunque non c’è nessuna ragione di temere azioni di impugnazione da parte di fratelli, sorelle, cognati, cugini o altri parenti. Nessuno di questi. a un diritto necessario all’ eredità.

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Come scritto, Antonio e sua moglie non hanno figli. Posso pensare che, quando si aprirà la loro successione, non avranno più genitori viventi.

Di conseguenza, i due coniugi hanno la libertà di poter fare i loro due testamenti come meglio desiderano. Quanto al contenuto, sarà sufficiente che Antonio, proprietario dell’appartamento e affittato, potrà consentire alla moglie di percepire l’affitto (qualora fosse la moglie a sopravvivere al marito) lasciando alla stessa l’usufrutto generale del suo patrimonio, in sostituzione della legittima, e lasciando la nuda proprietà ai suoi fratelli e sorelle, dando così una destinazione finale a quell’appartamento a favore della sua famiglia di origine, cosi come desiderato; il tutto avverrà automaticamente alla morte della moglie.

Lo stesso farà la moglie con il suo personale testamento: lascerà la nuda proprietà della villetta ai suoi parenti della famiglia di origine e l’usufrutto a vita a favore del marito.

La detta soluzione ha un solo rischio: quello legato alla probabilità che avrebbe il coniuge sopravvivente di richiedere la legittima a rifiutare il legato di usufrutto.

Inutile parlare di ragioni di inopportunità, sarebbe astrattamente possibile. Per evitare questo rischio (anche se remoto), potrebbe essere necessario operare con idonei atti tra vivi.

Ma per proseguire su questa strada sarebbe necessario effettuare una molto più approfondita indagine della volontà dei due coniugi ed adeguarla, soddisfacendola, di conseguenza.

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