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Dissesto idrogeologico: censire i terreni abbandonati e rimetterli in produzione

Dissesto idrogeologico: censire i terreni abbandonati e rimetterli in produzione

L’Anfoi ha chiesto sulla questione un incontro al presidente dell’Ars, Micciché

La lotta contro il dissesto idrogeologico dovuto all’incuria dell’uomo e ai cambiamenti climatici passa attraverso l’applicazione di una legge dello Stato: questa la proposta che il presidente dell’Associazione Nazionale Forestali Italiani, il siracusano Michele Lonzi, ha avanzato alla Regione Siciliana.

“Il recepimento – spiega Lonzi – dovrà necessariamente essere preceduto dal puntuale censimento dei terreni abbandonati, incolti o insufficientemente coltivati da affidare successivamente in concessione per la rimessa in produzione. Il censimento, in Sicilia, – suggerisce – potrebbe essere eseguito dal Corpo Forestale della Regione Siciliana”.

A riprova di quanto sostenuto Lonzi riferisce infatti che “in Sicilia, la superficie agricola è passata da 1 milione e 730mila ettari del 1970, ad 1 milione 384mila ettari del 2010, con una perdita netta di 346mila ettari, estensione che equivale alla superficie dell’intera provincia di Catania.

Nell’Isola, inoltre – ha evidenziato ancora Lonzi – su 390 comuni ben 360 sono a rischio idrogeologico – più del 90% – e l’Italia, pur avendo una modesta estensione territoriale, risulta essere al quarto posto nel mondo per numero di vittime annue causate dagli eventi climatici e di dissesto del territorio”.

Da qui la richiesta di un incontro avanzato dall’Anfoi al presidente dell’Ars, Micciché affinché investa al più presto della questione il parlamento dell’assemblea regionale siciliana.

 

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