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relazione semestrale

Crisi post covid, Dia:” In provincia di Siracusa rischio infiltrazioni mafiose nel tessuto economico”

Crisi post covid, Dia:” In provincia di Siracusa rischio infiltrazioni mafiose nel tessuto economico"

La Direzione investigativa Antimafia scatta una fotografia della situazione nel periodo giugno-dicembre 2020

“In provincia di Siracusa è ipotizzabile il tentativo delle consorterie mafiose di accrescere l’infiltrazione nel tessuto economico-produttivo, approfittando della crisi di liquidità di molti imprenditori causata dalle misure di contenimento rese necessarie dalla pandemia”.

Queste le conclusioni della relazione semestrale cui giunge la Direzione investigativa antimafia analizzando il territorio della provincia aretusea nel periodo giugno-dicembre 2020.

“Il panorama delle organizzazioni criminali in provincia di Siracusa non mostra sostanziali mutamenti delle strutture, degli assetti e delle aree di incidenza. Tangibili- si legge nella relazione – appaiono le influenze di cosa nostra catanese.

Il territorio risulta caratterizzato dalla presenza di due macro gruppi: nel quadrante nord di Siracusa risulta presente il gruppo Santa Panagia che costituisce una frangia cittadina della compagine Nardo- Aparo-Trigila, collegata alla Santapaola-Ercolano di cosa nostra catanese.

Nel contesto urbano figura anche il sodalizio dei Bottaro-Attanasio, legato al clan Cappello di Catania e molto attivo nelle estorsioni e nello spaccio di droghe che risulta essere la principale fonte di guadagno per tutte le consorterie”

“Significativa – si legge ancora nella relazione – è anche la quantità di armi e materie esplodenti sequestrati nella zona nord della provincia con Lentini, Carlentini e Augusta che risultano ancora sotto l’influenza della famiglia Nardo.

La zona sud della provincia di Siracusa, riferita ai centri di Noto, Pachino, Avola, Rosolini appare da tempo sotto il controllo del clan Trigila.

Nella frazione Cassibile risulta attivo il sodalizio dei Linguanti, articolazione dei Trigila, mentre i territori di Pachino e Portopalo vedrebbero l’egemonia del clan Giuliano del quale sono stati accertati radicati legami con i Cappello di Catania.

La zona pedemontana della provincia, dove ricadono i Comuni di Floridia, Solarino e Sortino, risente dell’influenza criminale della famiglia Aparo”.

Spazio viene dato anche al fenomeno degli sbarchi di migranti: “E’ stato evidenziato dal Procuratore Distrettuale Antimafia di Catania, Carmelo Zuccaro – conclude la relazione -che, sebbene il fenomeno degli arrivi dalle coste libiche e dalla Turchia sia notevolmente diminuito si registra tuttavia – in controtendenza – un incremento degli sbarchi di siriani e iracheni che raggiungono l’Europa a bordo di velieri”.

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