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Crisi di sistema dei Comuni siciliani, sindaci pronti alle dimissioni di massa

Crisi di sistema dei Comuni siciliani, sindaci pronti alle dimissioni di massa

Attendono risposte dal governo nazionale alle loro richieste per affrontare le gravi criticità finanziarie

I sindaci dei Comuni siciliani pronti alle dimissioni se il governo nazionale non darà risposte alle loro richieste per far fronte alle profonde criticità finanziarie, appesantite da carenze strutturali e da vuoti consistenti delle piante organiche

Da qui la decisione dell’Associazione dei Comuni Siciliani a indire per le 12 di oggi, sabato 13 novembre 2021 un’assemblea generale online, nel corso della quale verrà valutata la scelta di dimissioni di massa dei sindaci, pronti così a darne comunicazione ai 9 Prefetti dell’Isola, considerata l’impossibilità di poter garantire i servizi ai cittadini e ad amministrare i propri territori.

“Una crisi di sistema – afferma il vice Presidente di Anci Sicilia, Paolo Amenta, – che allo stato attuale non permette a ben 250 Comuni siciliani su 391 di approvare i Bilanci di previsione 2021-2023 (solo in 152 hanno potuto farlo, e solo 74 hanno approvato il Conto Consuntivo 2020) con almeno oltre un centinaio di essi già in dissesto finanziario”.

Nel documento di Parma così come in quello di Roma si è chiesta – spiega Amenta – una previsione normativa finalizzata a delegare il Governo all’individuazione di specifiche disposizioni legislative per sostenere i Comuni siciliani in un’azione di rafforzamento della capacità di accertamento e riscossione dei tributi locali, anche attraverso deroghe alle disposizioni vigenti in materia di assunzione di personale.

Nelle more, per ciascuno degli esercizi finanziari 2020, 2021, 2022 e 2023, autorizzare i Comuni siciliani all’accantonamento in Bilancio del Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità nella misura del 50 per cento. Differendo, altresì, viste le difficoltà sin qui riscontrate, l’approvazione del Bilancio di previsione 2021-2023 al 30 novembre 2021.

E al fine di accompagnare il processo di efficientamento della riscossione delle entrate dei Comuni in condizioni di precarietà finanziaria – conclude Amenta – si è chiesto che la Regione Siciliana possa destinare contributi di natura corrente sulla maggior riscossione delle entrate proprie dell’Ente beneficiario, nel limite complessivo massimo di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021, 2022 e 2023″.

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