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Covid, c’è paura per il rientro in classe: i sindaci del Siracusano decideranno nelle prossime ore

Covid, c'è paura per il rientro in classe: i sindaci del Siracusano decideranno nelle prossime ore

La decisione sarà assunta a livello provinciale dopo essersi confrontati con l’autorità sanitaria

La variante omicron fa paura e adesso, con la fine delle vacanze natalizie, si propone con una certa urgenza il nodo del rientro a scuola.

In tutta la provincia di Siracusa ieri si sono registrati 1.546 nuovi casi e nel solo capoluogo i positivi attuali sono saliti a 2.350. Numeri da capogiro che preoccupano e non poco.

L’assessorato regionale all’Istruzione ha già posticipato il ritorno tra i banchi dal 7 al 10 gennaio, allineandosi alla direttiva nazionale, ma questa soluzione potrebbe non essere sufficiente.

I presidi siciliani nelle ultime ore stanno valutando l’idea di ricorrere alla Dad, la tanto vituperata didattica a distanza, almeno per un paio di settimane.

Sull’argomento l’associazione dei sindaci siciliani ha già avanzato richiesta di Dad almeno per gli alunni della scuola primaria.

Le famiglie sono confuse e i sindaci della provincia di Siracusa prenderanno una decisione nelle prossime ore: sarà una decisione collegiale dopo essersi confrontati con l’autorità sanitaria alla luce dell’andamento della curva epidemiologica.

A creare confusione anche le nuove regole varate nei giorni scorsi dal governo sulla gestione di eventuali contagi a scuola.

Alla scuola dell’infanzia lezioni sospese per l’intera classe per dieci giorni anche con un solo bambino positivo. E niente didattica a distanza.

Alla scuola primaria, test rapido per l’intera classe nell’immediato e dopo cinque giorni se si registra un solo positivo tra gli alunni; da due in poi classe in Dad per dieci giorni.

Alla media e alle superiore con un solo caso: autosorveglianza con prosecuzione delle attività e uso delle mascherine Ffp2.

Con due casi si discrimineranno vaccinati e non vaccinati: didattica digitale integrata per coloro che non hanno avuto la dose di richiamo oppure hanno completato il ciclo vaccinale da più di 120 giorni o sono guariti da più di 120 giorni; lezioni regolari in classe per tutti gli altri e utilizzo di mascherine Ffp2. Mentre con tre casi tutta la classe in Dad sempre per dieci giorni.

Ma ci chiediamo come faranno i presidi a sapere chi è vaccinato e chi non lo è tra gli studenti, visto che si tratta di informazioni su cui vige la privacy?

A tutto ciò si aggiungono altri nodi: la fornitura delle Ffp2 e la comunicazione tempestiva degli esiti dei tamponi. Insomma un bel guazzabuglio difficile da gestire.

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