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Assestamento di giunta, Salvo Baio: “Con Italia è tornata la politica degli anni bui”

Assestamento di giunta, Salvo Baio: "Con Italia è tornata la politica degli anni bui"

Baio punta l’indice contro la condotta del sindaco per “la sua ingerenza nella vita interna di un partito”

Le ultime battute del dibattito politico in atto riguardanti l’assestamento della giunta Italia al centro di una nota di Salvo Baio che affonda ancor di più il coltello nel rapporto tra il primo cittadino e la minoranza del Partito Democratico:

“Che Oltre, il movimento di Fabio Granata, difenda il sindaco Italia è nell’ordine delle cose, trattandosi di un alleato leale che nei momenti di difficoltà si schiera, senza se e senza ma, a favore dell’Amministrazione. Un alleato che ha scelto di stare con il sindaco o di cadere insieme a lui. Sui contenuti del documento non condivido praticamente nulla, ma onore alla coerenza.

Ho apprezzato la presa di posizione di Salvo Adorno nei confronti del sindaco e naturalmente l’ho condivisa dalla prima all’ultima parola. Ma su un punto, per me dirimente, voglio richiamare la sua attenzione. Come reagirà se un rappresentante della minoranza del Pd sarà nominato assessore in violazione della decisione assunta quasi all’unanimità dagli organismi del Pd cittadino?

Voglio ricordare che recentemente il segretario comunale del Pd, Santino Romano, ha dichiarato che o si sta con Italia o si sta col Partito democratico. Tanto più che il sindaco non ha esitato a dire che “c’è una parte del partito democratico che si riconosce nella nostra esperienza e ne è parte attiva”.

E siccome l’ingresso in giunta di Andrea Firenze, se confermato, sarebbe espressione di questa complicità politica, non possiamo, a mio avviso, far finta di nulla. Si tratterebbe infatti di una scelta contrastante con un preciso deliberato del partito del quale Santino Romano ne ha recentemente ricordato i termini. Sarebbe un’altra “grande provocazione”, se non uno sfregio.

Che il sindaco di Siracusa sia incurante di questa decisione non solo conferma la strategia da lui seguita sin dal congresso dello scorso anno di rovesciare, in combutta con la minoranza del Pd, l’attuale leadership del partito, ma mette in luce una novità inquietante: mai prima di Italia, un sindaco si era così pesantemente ingerito nella vita interna di un partito (del quale non fa parte) fino al punto di offrire assessorati.

Questo comportamento segna un ritorno ai tempi bui della vecchia politica. Mi aspetto che il Pd in cui credo non esiti a dare battaglia”.

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