Alla base dell’intervento lo stato di salute del teatro antico
Duro atto d’accusa da parte del Comitato per la difesa del Teatro Greco che in una nota a firma di Marina De Michele, Salvo Baio, Mario Blancato, sollecita “una scelta di discontinuità basata su competenza e merito” riguardo la direzione del parco archeologico di Siracusa.
“Prima lo scivolone del sovrintendente ai Beni culturali Antonino Lutri, che irresponsabilmente concede per una serata danzante con centinaia di persone la Sala Ipostila del Castello Maniace alla casa di alta moda Emilio Pucci per 40 mila euro.
Poi l’incuria della direzione del Parco archeologico che impedisce ai turisti di ammirare l’Anfiteatro Romano, uno dei più importanti siti della Sicilia, perché coperto da erba alta e circondato da sterpaglie. (La Sicilia di lunedì scorso).
Siracusa ha un patrimonio archeologico e culturale fra i più belli della classicità greca e romana, meta di milioni di turisti che da ogni parte del mondo vengono a visitarlo, ma chi lo dovrebbe tutelare, fatica perfino a garantire la manutenzione ordinaria, fatta eccezione per le grandi occasioni come le sfilate di moda o i concerti pop.
Non meno biasimevole è l’atteggiamento del sindaco di Siracusa, il quale addirittura ritiene che il Teatro greco sia sottoutilizzato e propone di affidare ad una società mista pubblico-privata la gestione dei beni culturali per destinarli, sottinteso, a contenitori di spettacoli e a serate di intrattenimento musicale.
L’unica novità positiva in questo panorama desolante è l’indagine diagnostica sullo stato di salute del Teatro greco, che ha confermato quello che da tempo andiamo dicendo e cioè che il monumento simbolo di Siracusa, per l’incuria di chi nel tempo avrebbe dovuto tutelarlo, è una gruviera.
Ma il direttore del Parco archeologico – che sin dal suo insediamento ha snobbato il rapporto con la città e con le associazioni che seguono con grande sensibilità i temi legati alla tutela dei beni culturali – sta gestendo le risultanze degli studi in maniera disordinata e contraddittoria, come dimostra il protocollo d’intesa sottoscritto col sindaco di Siracusa in base al quale si possono destinare per 5 giorni al mese monumenti come il Teatro greco per (altri) spettacoli.
Non bisogna essere archeologi per capire che la moltiplicazione degli spettacoli pop è incompatibile con gli interventi di restauro del teatro.
Per tali ragioni riteniamo che per la direzione del Parco archeologico di Siracusa si renda necessaria una scelta di discontinuità basata su competenza e merito”.
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