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Stato di agitazione dei lavoratori della BSF S.r.l.: modificati i contratti individuali di lavoro

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E’ stato eliminato il turno notturno nel servizio di pulizie reso allo stabilimento Isab di Priolo, distribuendo il lavoro su 7 giorni

Stato di agitazione dei lavoratori della BSF S.r.l., la società addetta alle pulizie nello stabilimento Isab di Priolo

Lo ha indetto la Fisascat Cisl Ragusa Siracusa al termine dell’incontro convocato alla vigilia del cambio appalto previsto per oggi, venerdì 1 maggio.

Il sindacato ha anche chiesto un incontro urgente all’Ufficio per l’impiego.

Alla base della protesta la modifica dei contratti individuali di lavoro annunciati e che modificano decisamente quelli applicati dalla precedente società titolare del servizio, la Giacchino S.r.l.

“L’azienda ha confermato il monte ore contrattuali per tutti i lavoratori – ha sottolineato il segretario generale della Fisascat territoriale, Teresa Pintacorona – ma ha annunciato di voler distribuire il lavoro su sette giorni, da lunedì alla domenica, con riposi a scalare, in sostituzione delle attuali articolazioni gestite su cinque o sei giorni settimanali”.

Una decisione che segue – a detta della BSF – quella della committenza che ha modificato le fasce orarie di ingresso e di uscita dello stabilimento, eliminando il turno notturno.

“Questa impostazione rappresenta un significativo peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti, – continua la Pintacorona – e pesa negativamente sull’equilibrio vita-lavoro e sulla dignità lavorativa dei lavoratori.

Inoltre, questa riorganizzazione rischia seriamente di incidere in maniera rilevante in una riduzione del trattamento economico – conclude la segretaria generale della Fisascat Ragusa Siracusa – La soppressione delle indennità per lavoro notturno, con la perdita delle ulteriori maggiorazioni previste dal CCNL Multiservizi insieme all’introduzione di una giornata lavorativa aggiuntiva per quanti attualmente impiegati su cinque giorni, a parità di monte ore contrattuale, rischiano di ledere i diritti fondamentali di ogni singolo lavoratore”.

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