Secondo il presidente Morreale rappresenta “una minaccia letale per gli equilibri naturali”
“L’introduzione di cani, seppur tenuti al gunzaglio in parchi e riserve naturali, autorizzato da apposito decreto dell’assessore regionale Savarino, rappresenta una minaccia letale per gli equilibri naturali”
Lo sostiene il presidente di Natura Sicula, Fabio Morreale: “Non è necessaria l’aggressione fisica per causare un danno. Il cane è visto dalla fauna selvatica come un predatore apicale. La sua semplice presenza attiva risposte di stress cronico negli animali selvatici. Le tracce olfattive lasciate dai cani (urine e feci) permangono per giorni, creando zone di “esclusione” dove gli animali selvatici smettono di nutrirsi, riprodursi o curare la prole per paura di essere braccati.
Il disturbo costante – prosegue Morreale – causa l’allontanamento sistematico delle specie verso aree meno idonee, portando al progressivo svuotamento biologico delle riserve.
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Il decreto – prosegue – tradisce platealmente la Legge 394/1991 e le leggi regionali 98/1981 e 14/1988, che vietano
categoricamente ogni forma di disturbo alla fauna e l’introduzione di specie estranee che possano alterare l’equilibrio naturale.
Considerato che il decreto concede agli Enti Gestori la facoltà di stabilire deroghe motivate – conclude – rivolgiamo loro un appello accorato: esercitate la vostra autonomia per sbarrare la strada a questo scempio”.
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