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Nuovo ospedale di Siracusa, dall’annuncio del Dea di II livello alle tante osservazioni del ministero

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Tante ombre ancora da chiarire indicate nell’analisi di Salvo Baio

Tante le ombre che ancora persistono sul nuovo ospedale di Siracusa, indicato come Dea di II livello. Salvo Baio ripercorre gli ultimi mesi trascorsi dall’annuncio alle tante osservazioni del ministero.

“IL FATTO. Il 12 settembre dello scorso anno, il presidente Schifani dà notizia dell’approvazione della Giunta del piano di riorganizzazione della rete ospedaliera siciliana. “Il piano” dice Schifani “rappresenta un passo fondamentale verso una sanità più  “sana”, più equa e efficiente per tutti i siciliani”.

Il presidente Schifani tiene tra l’altro a precisare che “il presidio ospedaliero di Siracusa viene elevato a Dea di secondo livello”. Dopo 11 giorni, la commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana (Ars) esprime  parere favorevole sul piano elaborato dall’assessora regionale alla Salute, Daniela Faraoni che viene trasmesso al ministero della Salute per l’approvazione.

Il 31 marzo scorso l’ufficio stampa della Regione emette un comunicato per dire che il ministero ha fatto una serie di osservazioni tecniche sul piano ospedaliero e che l’assessora Faraoni è già al lavoro per fornire i chiarimenti richiesti.  In realtà il ministero ha clamorosamente bocciato il piano e lo ha rispedito  al mittente, cioè alla Regione Siciliana, avendo rilevato “numerose incongruenze, tali da non consentire di procedere ad una corretta e completa istruttoria.”

LE REAZIONI.  La notizia ha un effetto bomba negli ambienti politici  e sindacali. Si parla di ennesimo fallimento del governo regionale, fioccano le richieste di dimissioni di Schifani, il quale assicura che nell’arco di una settimana, al massimo dieci giorni risponderà alle osservazioni del ministero. Tuttavia le polemiche durano meno di 48 ore e non portano alla luce, se non genericamente, le “numerose incongruenze”  evidenziate dal ministero.

A nessun esponente istituzionale viene la curiosità di sapere se qualcuna di queste incongruenze riguarda le strutture sanitarie siracusane. Anzi, filtrano, a livello comunicativo, notizie rassicuranti. E’  davvero così? Secondo il giornale online IN SANITAS, che si occupa della sanità siciliana, il ministero ha sollecitato chiarimenti sull’accorpamento di alcune strutture identificate come Dea (Dipartimento di emergenza e accettazione) di secondo livello tra cui  gli ospedali Umberto I° e Rizza o come Dea di I° livello tra cui gli ospedali di Avola e Noto.  Non si capisce cosa c’entri l’accorpamento tra l’Umberto I° e il Rizza?  Sbaglia IN SANITAS?  Sbaglia il ministero? Oppure c’è qualcosa che ci sfugge?

Inoltre, riferisce IN SANITAS, risultano cancellati posti letto ancora da attivare, non viene chiarito dove saranno collocati nuovi reparti come psichiatria, vengono previste specialità in ospedali che non dispongono  delle strutture adeguate. Ci sono rilievi sui punti nascita e sull’organizzazione delle reti per l’emergenza  dei politraumi.

Naturalmente ci auguriamo che l’assessorato regionale alla Salute garantisca la correttezza degli  accorpamenti ospedalieri siracusani e soprattutto  che non ci siano problemi per il nuovo ospedale”.

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