Sono stati 43 i voti a favore e 18 i contrari, una ventina i franchi tiratori
Nel giro di poche settimane, l’Ars ha bocciato per la seconda volta, con 43 voti a favore e 18 contrari, la norma sul terzo mandato ai sindaci nei Comuni fino a 15 mila abitanti.
L’Assemblea ha approvato un emendamento soppressivo del testo, una ventina i franchi tiratori.
Fallito il tentativo di adeguare la disciplina sui mandati dei sindaci a quella vigente a livello nazionale e alle indicazioni espresse dalla Corte costituzionale.
“L’esito di questa votazione -dichiarano Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia – ci induce a porre una domanda molto semplice: è davvero utile ai territori — e quindi alla Sicilia — mantenere una specialità in materia di ordinamento degli enti locali che produce norme in contrasto con l’impianto nazionale e con la giurisprudenza costituzionale? Oppure sarebbe più saggio e utile prevedere un sistematico adeguamento alle norme approvate a livello nazionale, evitando conflitti interpretativi, incertezze applicative e un continuo contenzioso che finisce per ricadere sui comuni e, in ultima istanza, sugli interessi degli stessi cittadini?”.
Da parte del M5S e del Pd richiesta di dimissioni da parte del governo Schifani: “La bocciatura della norma sul terzo mandato per i sindaci dei comuni fino a 15 mila abitanti dimostra chiaramente che il governo non ha più il controllo della propria maggioranza in Parlamento”.
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