Gli interventi di esponenti dei due fronti
“Il NO ha vinto. Una vittoria straordinaria che appartiene a tutte le donne e a tutti gli uomini che, con il loro voto, hanno scritto una pagina storica per la Repubblica con generosità e passione civica”.
Così l sen. Antonio Nicita, Vicepresidente del Gruppo PD a Palazzo Madama.
“È una vittoria della Repubblica e della democrazia – prosegue -contro chi ha ricercato un potere senza limiti, contro chi ha umiliato il Parlamento rifiutando il confronto sui contenuti e contro chi ha attaccato la magistratura per coprire l’inadeguatezza dell’azione di Governo.
Tanti cittadini, professionisti, giovani e lavoratori – aggiunge – hanno scelto di difendere la Costituzione dalle tentazioni del ‘super Governo’, nonostante la disparità dei mezzi di comunicazione e le criticità denunciate durante la campagna referendaria.
Particolarmente significativo l’ottimo risultato registrato in Sicilia e nella provincia di Siracusa, dove la partecipazione e il consenso al NO confermano una forte mobilitazione civica e democratica.
È una sconfitta politica netta per il Governo e per la maggioranza ed è un NO a un certo modo di concepire la politica e il ruolo delle istituzioni. Occorre ora ricostruire e riunire un Paese spaccato da questa destra.
La riforma della giustizia – conclude – deve nascere in Parlamento, attraverso un confronto serio tra forze politiche, magistratura, avvocatura e società civile”.
Sulla stessa linea il segretario provinciale del Pd, Piergiorgio Gerratana: “La vittoria del NO al referendum costituzionale sulla giustizia rappresenta un segnale chiaro da parte dei cittadini, che hanno scelto di respingere una proposta ritenuta non adeguata a rafforzare il sistema giudiziario e l’equilibrio tra i poteri dello Stato.
Questo risultato – spiega Gerratana – dimostra che quando si costruiscono occasioni vere di confronto e si parla nel merito dei temi, i cittadini rispondono con consapevolezza”.
Sul fronte opposto interviene il coordinatore cittadino di FdI, Paolo Romano: “Il popolo italiano ha parlato – scrive in una nota – esercitando uno dei diritti più alti e fondamentali della nostra democrazia. I cittadini si sono espressi su una riforma costituzionale di grande rilievo, storica, prevista nel programma di governo del centrodestra. Questo risultato, merita rispetto pieno e convinto.
Allo stesso tempo – conclude Romano – non possiamo nascondere un certo rammarico per un esito che, per impegno e visione, era alla nostra portata. Continueremo ad operare con impegno costante, responsabilità e spirito di servizio verso i cittadini, mantenendo fede ai valori che ci guidano e agli obiettivi che ci siamo posti”.
Soddisfazione per la vittoria del No viene espressa dal Movimento Civico “Oltre”, attraverso le parole di Marco Mastriani e Fabio Granata: “Questa riforma Costituzionale che non risolveva né affrontava alcun problema della Giustizia ma era finalizzata solo a un controllo della Magistratura da parte del Potere Politico.
Ma vince il NO – proseguono – anche perché era inevitabile che diventasse un voto politico sull’operato di un Governo suddito, vile e complice delle guerre di Usa e Israele, oltrechè pieno di incapaci e investito in pieno da una seria “questione morale.
Dalla Città alla Regione, Oltre contribuirà alla costruzione di una alternativa all’attuale deserto politico”.
“La vittoria del NO al referendum segna un passaggio di straordinaria rilevanza democratica per il Paese. Non è soltanto un risultato politico, ma una vera e propria affermazione collettiva di partecipazione, consapevolezza e difesa dei valori costituzionali”. È questa la dichiarazione di Franco Nardi, segretario generale della Cgil di Siracusa.
“Il prevalere del NO, a cui la nostra provincia ha contribuito significatamente – prosegue – rappresenta una grande impresa civile. In un tempo attraversato da profonde disuguaglianze e da un crescente distacco tra cittadini e istituzioni, il voto ha restituito centralità alla partecipazione popolare e alla volontà di difendere l’impianto democratico della Repubblica e dunque allontanare rischi di derive autocratiche.
“L’indipendenza dei poteri costituzionali – aggiunge – è garanzia di libertà e democrazia nel nostro Paese, nel pieno rispetto di quanto voluto dai padri costituenti. Il risultato referendario è frutto di una mobilitazione diffusa, che ha visto il mondo del lavoro, la nostra organizzazione sindacale, le associazioni e tanti cittadini impegnati in un confronto aperto e capillare. La CGIL ha svolto un ruolo fondamentale, portando nelle assemblee, nei luoghi di lavoro e nelle piazze le ragioni del NO, legandole alla difesa della Costituzione e alla qualità della democrazia.Non si è trattato di una scelta conservativa, ma di una presa di posizione chiara: respingere modifiche percepite come un rischio per l’equilibrio istituzionale e per l’autonomia della magistratura e degli altri poteri dello Stato”.
“Un risultato importante e straordinario. Il paese torna a difendere la Costituzione e assesta un duro colpo al governo Meloni”. Così Sebastiano Zappulla, segretario provinciale Sinistra Italiana-Avs, Salvo La Delfa e Giovanna Megna, coportavoci di Europa Verde-Avs.
“Il dato emerso nella provincia di Siracusa è inequivocabile: i cittadini hanno scelto con consapevolezza, bocciando il referendum e dimostrando ancora una volta di saper andare oltre ogni logica clientelare, mettendo al centro il bene del Paese.
Questo risultato assume un valore ancora più significativo alla luce delle prese di posizione di un deputato nazionale che, anche durante le giornate di voto, ha promosso pubblicamente il SÌ, in evidente contrasto con le regole del silenzio elettorale.
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