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Visita del ministro Urso all’Isab, le reazioni alle sue dichiarazioni

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Le richieste di chiarimenti per poter meglio valutare l’operato del governo

Subito dopo la conclusione della visita del ministro Urso alla raffineria Isab di Priolo e dopo le due parole nell’incontro con la stampa, arrivano le prime reazioni.

“Serve una strategia strutturata per il polo siracusano, non bastano visite lampo”. Questa la posizione della Uiltec Sicilia che con una delegazione ha preso parte all’incontro con il Ministro.

“Durante il vertice – si legge in una nota del sindacato – il Governo ha illustrato le proprie valutazioni e prospettive in merito alla più grande raffineria italiana, annunciando l’istituzione di un tavolo per fronteggiare la crisi del caro carburante e la convocazione, prevista per la prossima settimana, delle aziende petrolifere per sollecitarne l’aumento della produzione.

Pur prendendo atto delle rassicurazioni e delle iniziative anticipate – scrive Uiltec Sicilia – un’area industriale di tale portata strategica per l’intero Paese non può essere gestita con visite estemporanee”.

Da qui quattro richieste ritenute fondamentali: un tavolo permanente per l’area siracusana dotato di una regia governativa forte che monitori e indirizzi i singoli piani aziendali; chiarezza sul ruolo di Isab e Trafigura; la destinazione nazionale dei prodotti e tutela del mercato e attenzione al territorio e all’indotto.

Arriva anche la valutazione di Antonio Recano, coordinatore petrolchimici Fiom Sicilia.

“Il ministro Adolfo Urso arriva a Priolo e continua a descrivere un mondo nel quale tutto sarebbe stato risolto: il Governo avrebbe salvato Isab, tutelato la raffinazione italiana, garantito la sicurezza energetica e costruito una nuova politica industriale.

Il problema – insiste Recano – è che i lavoratori del polo petrolchimico siracusano, vivono ogni giorno una realtà molto più complessa.

Manca però la risposta alla domanda fondamentale – prosegue – cosa garantisce concretamente il Golden Power applicato all’operazione Isab–Ludoil? C’è inoltre una questione industriale decisiva sulla quale chiediamo al ministro una risposta chiara: quale sarà il ruolo di Trafigura nella nuova Isab?

Il ministro – ammonisce Recano – deve dire quale sia la visione del Governo per l’intero petrolchimico siracusano, mentre la chimica di base viene ridimensionata, Versalis procede nella propria trasformazione, Isab cambia proprietà e migliaia di lavoratori delle imprese dell’indotto affrontano una fase di crescente incertezza. Il problema non è soltanto salvaguardare gli stabilimenti esistenti. La questione è capire quale industria dovrà esserci qui tra dieci o vent'anni e quanti lavoratori dovranno continuare a lavorarci.

Se il Governo considera davvero strategico questo territorio c- conclude – allora deve assumersi fino in fondo la responsabilità della sua transizione industriale e sociale”.

Ma c’è anche chi come il senatore, Antonio Nicita e il deputato regionale, Tiziano Spada, entrambi del Pd, ritengono “grave che questa visita si sia risolta in una passerella di parte, con un dibattito chiuso, senza inviti ai parlamentari di opposizione regionali e nazionali”.

“Speriamo almeno – proseguono – che il Ministro Urso voglia per una volta rispondere alle nostre interrogazioni e, segnatamente, chiarisca la responsabilità del Governo nell’aver accettato il precedente contratto asimmetrico e insostenibile tra Trafigura e Isab, e come si intenda operare oggi per riparare agli errori passati del Governo a proposito del Golden Power a Goi Energy.

Il Ministro – aggiungono – parla di accordi privati ma non chiarisce quali risorse pubbliche, nazionali ed europee, si intendano mobilitare per rilanciare la transizione ecologica, le prospettive occupazionali, la tutela della salute e dell’ambiente.

Senza chiarire questi punti – concludono – ogni ipotesi di espansione di capacità futura resta solo eventuale”.

Sulla stessa linea il deputato regionale, Carlo Auteri:“Quando arriva un ministro per affrontare il futuro di uno dei più importanti poli industriali del Paese, le istituzioni del territorio devono essere coinvolte tutte. Non si può decidere di volta in volta chi rappresenta la provincia e chi no.

Erano presenti i sindaci di Priolo e Melilli, non Siracusa e Augusta – aggiunge – né tutti i parlamentari regionali e nazionali del territorio.  La zona industriale riguarda l’intera provincia e tutti devono essere messi nelle condizioni di partecipare al confronto, soprattutto quando al tavolo c’è un rappresentante del Governo nazionale.

Le vicende del Golden Power, dell’Isab e di Ias – conclude – ci hanno già insegnato quanto le decisioni su quest’area possano avere conseguenze sull’intero territorio. Chiedo semplicemente rispetto dei ruoli e delle istituzioni”.

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