L’auspicio è che queste misure urgenti portino un reale beneficio a breve termine
Vertice straordinario venerdì scorso in Prefettura a Siracusa dopo i gravi fatti che si sono registrati al carcere di Cavadonna.
Ne dà notizia il Garante dei dirittti dei detenuti, Giovanni Villari.
All’incontro hanno preso parte il Prefetto di Siracusa, la Procura della Repubblica, la Magistratura di Sorveglianza, il Questore, il Sindaco, il Comando Provinciale dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, ilDirettore della Casa Circondariale di Cavadonna, ilCoordinatori dell’Asp e il Garante dei Diritti delle Persone Private della Libertà Personale
Il tavolo ha analizzato gli episodi recenti di risse, accoltellamenti e aggressioni ai danni di alcuni detenuti e del personale di Polizia Penitenziaria. I danni materiali all’istituto sono ingenti: si registrano i segni di un importante incendio, devastazioni interne e la distruzione di suppellettili, anche nelle aree dedicate ai colloqui con i familiari.
I fattori di rischio sno stati individuati nel sivraffollamento con un tasso che supera il 132% visti gli attuali 720 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di soli 545 posti disponibili; nella cronica carenza di personale di Polizia Penitenziaria.
Attualmente, il rapporto numerico ufficiale tra detenuti e personale di custodia nel carcere di Cavadonna a Siracusa vede la presenza di circa 2,7 detenuti per ogni agente della Polizia Penitenziaria effettivo. Tenendo conto però delle condizioni reali al momento degli ultimi disordini, con soli 12 agenti in servizio nei reparti (oltre agli organi di comando) a fronte di 720 detenuti, il rapporto cambia drammaticamente balzando a 60 detenuti per ogni singolo agente della Polizia Penitenziaria.
Un’altra criticità, evidenziata sia dal Questore che dal direttore della struttura, riguarda il rischio concreto di eventuali sommosse mirate a tentativi di evasione, anche di massa, qualora non si ripristini immediatamente l’equilibrio della struttura.
Il Garante dei Detenuti, Giovanni Villari, ha ribadito la necessità assoluta di ristabilire un equilibrio basato sul rispetto reciproco. “Solo garantendo condizioni dignitose si può disinnescare l’esasperazione dei detenuti, evitando che proteste estreme o veicolazioni di informazioni esasperate turbino ulteriormente la complessa vita intramuraria”.
Il sindaco ha richiamato l’intero tavolo all’efficacia dell’azione concreta, sollecitando la formulazione di soluzioni immediate e tangibili.
Per arginare l’emergenza nell’immediato e favorire un rapido ripristino delle condizioni ordinarie e pacifiche, sono state definite, e alcune già in atto, le seguenti azioni: allontanamento dei soggetti turbolenti:è già stato disposto il trasferimento dei detenuti direttamente coinvolti nelle risse e nei disordini degli ultimi giorni. Il Prefetto si è fatto carico di relazionarsi direttamente con il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) per chiedere un
supporto urgente di uomin e quest’ultimo ha già fornito un riscontro positivo, assicurando l’invio temporaneo di un contingente di supporto e controllo per monitorare le condizioni interne del carcere per alcuni mesi.
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