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Triduo Pasquale: dalla messa del Crisma a quella in coena domini, dalla veglia alla messa di Pasqua

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Il clou della Settimana Santa tra Santuario e Cattedrale

L’arcivescovo di Siracusa, mons. Francesco Lomanto, ieri nel giovedì santo ha presieduto la messa del Crisma nella Basilica Santuario Madonna delle Lacrime dando il via al Triduo Pasquale.

Nel pomeriggio la messa in coena domini in Cattedrale con la lavanda dei piedi, un gesto che l’arcivescovo Lomanto ha ripetuto lavando i piedi ad alcuni ragazzi.

Oggi, venerdì santo, l’arcivescovo presiederà la messa in Cattedrale alle ore 18.30. Domani, sabato santo, la veglia alle ore 22.00, e domenica, Pasqua, celebrazione alle ore 10.30.

Nella messa crismale, concelebrata dall’arcivescovo emerito mons. Salvatore Pappalardo, mons Lomanto ha ricordato San Giovanni Paolo II “nell’anniversario della sua nascita al cielo, e ravvivare la profondità del suo messaggio alla nostra Chiesa. Egli, nella dedicazione di questo Santuario della Madonna delle Lacrime, ha ricordato ai sacerdoti di esercitare con «coraggio e costanza» la loro missione, ha raccomandato ai religiosi di far risplendere la vita consacrata «come testimonianza dei valori dello spirito» e ha indicato ai fedeli laici di essere «il segno di un amore oblativo» in una società spesso distratta ed indifferente”. Un ricordo speciale anche a mons. Giuseppe Costanzo “che il 4 aprile avrebbe compiuto 50 anni di ordinazione episcopale”.

Prima della consacrazione del crisma e la benedizione degli oli dei catecumeni e degli infermi, l’arcivescovo Lomanto ha detto: “Per mezzo dello Spirito, tutti noi, battezzati, siamo stati resi partecipi della consacrazione di Cristo. Tale consacrazione non impegna tutti a praticare i voti religiosi, ma costituisce l’essenza della vita cristiana, perché in forza della consacrazione battesimale tutti apparteniamo a Dio, riserviamo totalmente noi stessi al Signore, alla sua lode e in Cristo diveniamo un solo corpo e un solo spirito.

La consacrazione ci strappa a noi stessi, ci impegna a trasformarci in Lui e vivere in Lui. Se invece non consentiamo questa azione segreta di Dio che ci solleva, precipitiamo giù verso il nulla. Mettiamo da parte le nostre illusioni che ci inducono a cercare Dio quando ci è necessario, a relegarlo nel regno dell’irrilevante quando tutto scorre tranquillo, a rinnegarlo quando ci è scomodo, ad accusarlo quando ci delude, a rifiutarlo quando ci chiede un sacrificio, a cancellarlo quando ci sottopone a una prova, ad abbandonarlo quando non ci serve più. Crediamo, invece, alla potenza del suo amore, consacriamo ogni giorno la nostra vita a Lui, risaliamo sempre più verso Dio”.

L’olio proviene dai produttori della Coldiretti, l’olio del Giardino della memoria delle stragi di Capaci, il profumo del bergamotto della Diocesi di Locri-Gerace.

Davanti l’altare gli studenti dell’istituto comprensivo “Salvatore Raiti” hanno realizzato l’immagine del Cristo.

Al termine della celebrazione, mons. Lomanto ha consegnato ai sacerdoti il suo piccolo libro “L’Arcivescovo Giuseppe Costanzo nella preghiera e nella memoria credente della Chiesa di Siracusa”, contenente anche il “Testamento spirituale” olografo dell’Arcivescovo defunto.

Attraverso le omelie pronunciate in occasione delle messe esequiali e del trigesimo, mons. Lomanto traccia il profilo umano, pastorale e spirituale di mons. Giuseppe Costanzo, Arcivescovo di Siracusa dal 1989 al 2008, morto lo scorso 2 settembre 2025.

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