Sollecitati trasparenza ed impegni vincolanti
Pareri contrapposti sugli esiti del tavolo di confronto che si è tenuto ieri al Ministero delle Imprese e del Made in Italy sul piano di trasformazione della società Versalis del Gruppo Eni.
“La Regione Siciliana sostiene con convinzione il piano di riconversione di Eni Versalis dei siti industriali siciliani, una sfida che vogliamo trasformare in una grande opportunità di sviluppo per il nostro territorio, perché coniuga tutela dell’occupazione, innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e nuove prospettive di crescita». Lo dichiara l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo.
“Sosteniamo in particolare – aggiunge Tamajo – la costruzione di una filiera agroenergetica siciliana che potrà generare valore per il comparto agricolo, rafforzare il sistema produttivo regionale e contribuire alla produzione di biocarburanti sempre più sostenibili destinati ai trasporti su strada, marittimi e aerei, in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra e di contrasto ai cambiamenti climatici. Il nostro obiettivo è accompagnare la trasformazione industriale della Sicilia, rendendola protagonista della transizione energetica e dell’economia circolare”.
Forte preoccupazione per le dichiarazioni diffuse da Eni sullo stato di avanzamento del piano di riconversione dei siti di Priolo e Ragusa è stata espressa di Antonio Recano, coordinatore regionale Petrochimici Fiom .
“A fronte di annunci sempre più ottimistici – dichiara – continuano infatti a mancare elementi concreti che consentano di verificare l’effettivo avanzamento degli investimenti e le reali ricadute occupazionali. A Priolo le demolizioni degli impianti dismessi avanzano con estrema lentezza e, soprattutto, non sono stati forniti elementi oggettivi che dimostrino l’effettivo avvio della prefabbricazione. Non sono note le imprese incaricate, né i siti nei quali le lavorazioni sarebbero in corso.
Senza trasparenza – aggiunge – non è possibile valutare lo stato reale della riconversione né le prospettive occupazionali per il territorio.
Anche a Ragusa – prosegue -restano senza risposta le domande fondamentali: quali investimenti sono già stati realizzati? Quali imprese sono coinvolte? Quanti posti di lavoro sono stati effettivamente creati e quanti saranno garantiti a regime?
Continuano a mancare garanzie – conclude Recano – sulla qualità del lavoro, sulla tutela dei livelli occupazionali, sul futuro delle imprese dell’indotto e sulla valorizzazione delle professionalità presenti nei siti di Priolo e Ragusa”.
Da qui la richiesta di un confronto immediato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Perplessità vengono espresse anche dalla Federazione di Siracusa di Sinistra Italiana-Avs: “Il problema di come il nostro comparto industriale può essere reso sostenibile sul piano ambientale, economico e occupazionale rimane sul tavolo, irrisolto.
L’industria Italiana continua a registrare performance negative, perde quote di competitività e migliaia posti di lavoro. Mentre negli altri paesi si viaggia spediti verso modelli industriali nuovi e sostenibili.
Abbiamo imboccato una strada – conclude Sinistra Italiana-Avs – che a nostro parere porterà a risultati deludenti sul piano della tenuta occupazionale e sociale, oltre a farci perdere asset strategici e pezzi importanti di produzione industriale.
Di parere diametralmente opposto Sebastiano Tripoli, segretario generale della Femca Cisl: “Valutiamo come estremamente positivo l’avvio operativo del piano di trasformazione, che vedrà la nascita della nuova bioraffineria e dell’impianto avanzato per il riciclo chimico delle plastiche a Priolo.
Si tratta di interventi – proseue – capaci di dare un futuro industriale a lungo termine al polo siracusano, inserendolo a pieno titolo nell’economia circolare. Soddisfazione anche per la posa della prima pietra della nuova Gigafactory di Brindisi, destinata alla produzione di sistemi di accumulo stazionario: un segnale tangibile di reindustrializzazione, che trasforma un sito in transizione in un punto di riferimento per la filiera delle nuove energie”.
Affinché la transizione sia socialmente equa ed economicamente efficace, la Femca Cisl ha ribadito al Mimit i propri capisaldi operativi: “Tutela occupazionale totale (diretti e indotto), zero esuberi, piena salvaguardia del reddito e coinvolgimento delle imprese locali; cronoprogramma e certezza delle risorse, con il rispetto rigoroso dei tempi di cantiere e la messa a terra di tutti gli investimenti previsti a Priolo, Brindisi, Porto Marghera, Ragusa e negli altri siti italiani; piano straordinario di formazione e reskilling, con moduli formativi immediati ed efficaci per riqualificare le competenze dei lavoratori verso la chimica verde, il riciclo avanzato e i sistemi di accumulo; presidio e monitoraggio permanente al Mimit”.
Positivo anche il riscontro di Ugl Chimici: “Il confronto ha confermato il rispetto del cronoprogramma concordato e ha evidenziato un significativo incremento delle risorse destinate al piano: gli investimenti complessivi salgono infatti da 2 a 2,5 miliardi di euro.
La delegazione sindacale, rappresentata dal segretario nazionale Eliseo Fiorin e dal coordinatore nazionale del settore Petrolio Andrea Alario, ha espresso compiacimento per l’andamento del tavolo e per la sinergia dimostrata da tutte le parti coinvolte.
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