Un documento è stato consegnato al prefetto chiedendole il massimo impegno in questa battaglia per la legalità, affidandole le speranze di una comunità
Una mobilitazione senza bandiere di parte ma con un unico obiettivo: quello di dire “No” a qualsiasi forma di intimidazione.
Questa è stata “Siracusa non si piega” l’iniziativa nata dal basso a cui hanno aderito partiti, sindacati, associazioni di categoria, comitati, associazioni e semplici cittadini.
Nel pomeriggio una delegazione è stata ricevuta dal prefetto alla presenza del Questore e dei comandanti dei Carabinieri e Guardia di finanza.
A seguire il corteo, partito da piazza Euripide, ha raggiunto piazza Archimede, cuore della città. Un documento è stato consegnato al prefetto, Chiara Armenia, che rappresenta lo Stato in questa provincia, chiedendole “il massimo impegno in questa battaglia per la legalità, affidandole le speranze di una comunità, che non si rassegna e non vuole lasciare la città in balia della paura”.
Massima fiducia e sospegno alle Forze dell’Ordine e alla Magistratura, nella consapevolezza che “solo un’alleanza solida tra istituzioni e società civile può arginare ogni tentativo di sopraffazione criminale.
“Siamo però consapevoli, che il lavoro da fare è ancora molto – si legge nel documento – e l’appuntamento di oggi non può essere un momento isolato. La vera sfida dei prossimi mesi sarà costruire una comunità, che ha piena fiducia nelle istituzioni, garantendo un contesto sociale in cui gli imprenditori possano denunciare, sapendo che la cittadinanza, le autorità e le istituzioni tutte saranno al loro fianco”.
“La denuncia resta, infatti – viene evidenziato – un atto profondamente coraggioso, ma comunque difficle, che non può e non deve essere vissuto in solitudine. In questo percorso è centrale il ruolo delle associazioni, chiamate a sostenere e accompagnare le imprese, camminando a fianco e offrendo supporto concreto, protezione e una presenza costante accanto a chi sceglie di non piegarsi.
La manifestazione di oggi – conclude il documento -.è testimonianza concreta di una comunità, che sceglie di stare dalla parte dello Stato e della legalità. Questa intera provincia è un presidio di memoria, di impegno e di responsabilità: nessuno viene e deve essere lasciato solo”.
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