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Siracusa Pride, il direttore artistisco Di Flora: “La scelta di Heather Parisi non ha mai avuto intenti discriminatori”

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“Si è trattato di una scelta collegiale, maturata nel rispetto del confronto interno”

“La scelta di Heather Parisi come testimonial dell’edizione di quest’anno del Siracusa Pride è stata condivisa e discussa con l’intero Comitato Organizzatore prima di essere ufficializzata. Si è trattato di una scelta collegiale, maturata nel rispetto del confronto interno e con l’intento di valorizzare il percorso artistico e il legame che Heather Parisi ha rappresentato, nel corso della sua carriera, per una parte della comunità LGBTQIA+”.

Così il direttore artistico del Siracusa Pride, Diego Di Flora, intervienedopo le polemiche sollevate nei giorni scorsi.

“La mia intenzione -prosegue – non è mai stata quella di provocare divisioni o alimentare contrapposizioni. Al contrario, la scelta nasce dal riconoscimento di un’artista che, soprattutto a partire dagli anni Ottanta, è stata considerata da molti un’icona e un punto di riferimento, costruendo nel tempo un rapporto di vicinanza e affetto con una parte significativa della nostra comunità.

Sono sinceramente dispiaciuto – aggiunge -nell’apprendere che alcune persone, in particolare appartenenti alla comunità trans, possano essersi sentite ferite o non rappresentate da questa decisione. Se così è stato, desidero esprimere le mie scuse più sincere. Non era, e non sarà mai, mia intenzione offendere o mettere in discussione l’identità, la dignità o i diritti di alcuno.

Il Pride – afferma Di Flora – è il luogo dell’inclusione, del dialogo e del rispetto reciproco. È uno spazio che deve saper accogliere sensibilità diverse senza perdere di vista l’obiettivo che ci unisce: la difesa dei diritti, della libertà e della piena autodeterminazione di tutte le persone LGBTQIA+.

Questa scelta artistica- conclude – può essere legittimamente condivisa o criticata, ma respingo l’idea che essa sia stata motivata da intenti discriminatori o escludenti. Continuerò a lavorare affinché il Siracusa Pride sia una manifestazione aperta, plurale e capace di rappresentare tutta la comunità, nel rispetto delle differenze e attraverso il confronto”.

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